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Sabato 18 Ottobre 2008

Lettere: "Nessuno tocchi Roberto Saviano"

ATTUALITÀ | Napoli – "Cari signori mafiosi, e camorristi tutti di Napoli, mi rivolgo a voi, voi che vi credete padroni del mondo o che la vita la potete dare e soprattutto levarla, spazzarla via, spazzarla via dalla faccia della terra in un solo millesimo di secondo, voi che dichiarate morte a degli innocenti solo perché non hanno paura di sbattervi in faccia la verità, voi che il solo modo di farvi valere è quello di farvi avanti a colpi di lupara. A voi, che con il vostro seminare terrore volete piegare al vostro sporco gioco tutte quelle persone perbene che non magia del vostro stesso pane, pane comprato con il sangue della povera gente e che voi date da mangiare ai vostri stessi figli.
A voi mi rivolgo per dirvi, anzi vi consiglio di non uccidere il nostro fratello Roberto Saviano, vi darebbe più fastidio da morto che oggi da vivo, e sapete per che? Perché parecchi di noi a Saviano gli vogliamo bene, e se metterete a tacere lui parleremo noi per lui, e se metterete a tacere noi parleranno gli altri per noi, e se metterete a tacere gli altri allora un mondo parlerà per gli altri, tutto il mondo, e da ogni bocca usciera la voce di Roberto, statene certi.
E anche a te cara Napoli e cari voi tutti napoletani di buona volontà, non permettete che Roberto vada via da Napoli, e se lo fa per motivi di sicurezza fategli sentire almeno il vostro calore, noi non possiamo negarlo che quello che ha fatto e soprattutto quello che nonostante tutto sta continuando a fare, lo ha fatto e lo fa anche per noi, per i nostri giovani, per la nostra terra. Sarebbe veramente nù scuorno se dal cuore di Napoli un figlio come Roberto se ne andasse morto di freddo, il cuore napoletano non è freddo, e non può esserlo solo perché si ha paura di certi signori che non vivono che per schiacciare sotto i loro piedi la dignità della gente onesta e perbene, e pure noi siamo tanti, lui sembra solo, ma resiste, e soprattutto non ha paura, forse quello che gli fa più paura non sono i Casalesi ma la sua meritata libertà che non ha più come prima.
Roberto è figlio di tutte le mamme di Napoli, è il fratello di tutti noi, è l'amico dei giovani, è il pugno nello stomaco del più grande male che oggi sta sporcando come mai prima la nostra Napoli, e noi che facciamo? Per salvare Napoli, non basta lo stato, non basta l'esercito, ma è necessario anche un cuore napoletano, una voce forte e decisa, un coraggio grande e costante, una parola che disturba, che sconsoli come un fastidioso mormorio che toglie la pace".

Autore: Roberto Esposito -

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