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Lunedì 21 Luglio 2008
XIV edizione del Festival Ethnos
MUSICA
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Napoli –
L'appuntamento 2008 di Ethnos, realizzato in collaborazione soprattutto con l'assessorato comunale al turismo e grandi eventi di Napoli, con i comuni vesuviani che ospitano la kermesse e con Tess, Costa del Vesuvio, è un viaggio ritmato nel cuore delle culture della terra, è una lingua di fuoco che tocca anche i paesi vesuviani. Presenta artisti che vanno dal Mali alla Macedonia, dall'Albania alla Spagna, da Cuba al Benin. "Gli appuntamenti di Ethnos sono un viaggio nella musica di altri mondi, così lontani da Napoli ma così vicini per il patrimonio comune di suoni e armonia e per lo stesso intenso modo di fare musica. La rassegna cinematografica Musica ribelle che si è appena conclusa, - dice Valeria Valente, Assessore al Comune di Napoli - ha aggiunto ulteriore fascino al percorso". Un percorso iniziato da Gigi Di Luca nel 1995. Ad oggi i paesi del mondo che mancano all'appello Ethnos, sono pochi. Dall'Australia, all'Africa, dalla'Asia all'Europa, all'America latina e a quella degli States, gli artisti di tutti i continenti sono arrivati a Napoli e in provincia. Lo sottolinea anche il presidente di Tess Costa del Vesuvio, Leopoldo Spedaliere "Il messaggio universale della musica, anzi delle musiche del mondo, passa attraverso i suoni, le voci e i colori di quelle aree che proprio attraverso la musica superano tutte le barriere di povertà, emarginazione e diversità. Tess Costa del Vesuvio, che ha come missione lo sviluppo e la promozione del territorio, è lieta di accompagnare la XIV edizione di Ethnos che, come ogni anno, colore e calore nell'area vesuviana e infonde ulteriori stimoli alla creatività e alla crescita dell'area." Afel Bocoum il 20 luglio è sul palco dei Quartieri con la sua storia e la sua musica. Docente di agraria, discepolo artistico di Ali FarkaTouré, viene a Napoli con il suo gruppo Alkibar e qui vuole rendere omaggio con Niger, ultimo suo lavoro, al maestro scomparso. Bocoum è considerato un griot e grande interprete del cosiddetto blues del deserto sebbene lui stesso dica "il blues è la musica africana tout court, è il dialogo del musicista col suo strumento. Io canto in lingua Sonrai, in Bambarà, in Peul, ma tutti mi capiscono perché i miei strumenti sono rigorosamente tradizionali. Niger è' un disco dove ho cercato qualcosa di nuovo pur restando all'interno del mio stile, gli arrangiamenti di Habib Koité offrono una dimensione diversa alla mia musica". Ethnos prosegue il 21 ad Ercolano. A Villa Campolieto arriva la cantante gitana macedone Esma Redzepova da quasi quarant'anni sulle scene..15.000 concerti in giro per il mondo e 2000 per beneficenza, 586 lavori, 2 dischi di platino, 8dischi d'oro e 8 d'argento. Ha cantato in 20 differenti lingue ed è stata candidata al Premio Nobel per la Pace nell'anno 2002. Il suo lavoro "Queen of the Gypsies" è nella raccolta dei 20 migliori album della "World Music" di tutti i tempi. Il 23 un cambio di programma, la Fanfara Tirana,un gruppo di cui dicono c'è da rimaner a bocca aperta a sentirli: tre flicorni baritoni, tre percussionisti, sax trombe e clarinetti a rincorrersi in parossistici crescendo. Arrivano a San Giorgio in sostituzione del pakistano Asif Ali Khan impossibilitato all'ultimo momento a raggiungere l'Italia per una questione di permessi. Uno degli appuntamenti più attesi è poi la Fiesta Flamenca, con la Compgania di Antonio Marquez, il 26 a Napoli. Un pezzo di Spagna, una storia intensa un matrimonio. Diciotto artisti in scena. Cantaores e tocaores accompagnano i ballerini incitando una potente danza di seduzione, traboccante e sensuale manifestazione di sentimenti. Il pubblico in genere non resiste al ritmo scandito dai tacchi dell'aitante ballerino, né al ballerino stesso….. E ancora Omar Sosa il 27 e La Gangè Brass Band il 28. Il 30 luglio la kermesse si conclude con " Le terre del Rimorso ", per fare un viaggio a ritroso, fino al tempo di Ernesto De Martino. Una sezione dedicata alla musica popolare del Sud Italia in cui, studiosi, antropologi, musicisti e danzatori si incontrano e si confrontano sul terreno comune della cultura popolare. La festa prende il via alle 16.30 " oltre ai concerti abbiamo voluto dar voce anche a momenti di incontro, riflessione, discussione, educazione all'umanesimo globale per entrare nel vivo di tematiche sempre più vicine a noi come la multiculturalità e l'educazione ad essa. Il rischio oggi è aggiungere altra confusione e paura a quella già esistente". dice Gigi Di Luca.
Fonte : comunicato stampa
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