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Mercoledì 16 Luglio 2008

Impianti ex Fibe, assessori chiedono chiarimenti

AMBIENTE | Caserta – A seguito dell'incontro di oggi a Palazzo Salerno a Napoli tra rappresentanti del sottosegretario all'Emergenza rifiuti in Campania, Guido Bertolaso, della struttura commissariale, l'assessore regionale all'Ambiente, Walter Ganapini, e gli assessori all'Ambiente delle Province Campane, i presidenti delle Province di Caserta, Sandro De Franciscis, di Napoli, Dino Di Palma, di Salerno, Angelo Villani, e di Benevento, Aniello Cimitile, hanno rilasciato la seguente dichiarazione congiunta:
«Sul trasferimento degli impianti ex Fibe alle Province abbiamo illustrato oggi, attraverso i nostri assessori, le osservazioni tese ad emendare l'ordinanza del Presidente del Consiglio dei Ministri del 19 giugno. Ordinanza che riteniamo ambigua sulle modalità del trasferimento e sulle risorse cui attingere per il funzionamento degli impianti e a garanzia dei livelli occupazionali e che attribuisce alle Province la paradossale funzione di controllore e controllato.
«Il nostro senso di responsabilità e di collaborazione, confermato anche con l'avvento del nuovo Governo nazionale e ribadito negli incontri delle passate settimane con il sottosegretario Bertolaso, è stato invece mortificato dall'annuncio, dato stamane, dell'imminente nomina dei commissari ad acta con il compito di gestire la transizione rispetto alla presa in gestione degli ex Cdr fino al ritorno ai poteri ordinari delle Province.
«Tutto questo è da ritenersi inaccettabile. Inaccettabile in quanto con le nostre Amministrazioni non abbiamo mai cercato di fuggire dalle responsabilità, chiedendo a più riprese di poter esercitare in toto quelle funzioni che in altre parti d'Italia sono da sempre delegate alle Province in materia di ciclo dei rifiuti. Quella che registriamo oggi, invece, è la conferma che il tema continua ad essere trattato senza una visione complessiva ed organica.
«Il rifiuto da noi opposto alla presa in gestione dei Cdr, fonte di altri scandali proprio sulle modalità di gestione e peraltro dichiaratamente fuori dalle norme, è stato sin dal primo momento motivato dall'impossibilità di far fronte a tale ruolo senza adeguate garanzie. È del tutto palese, invece, e i fatti di queste ultime ore lo dimostrano, il tentativo di scaricare sulle Province, Enti locali e contribuenti della Campania, la pesante eredità lasciata da 14 anni di gestione commissariale dell'emergenza ed il conto finale di una serie interminabile di sprechi ed episodi di malcostume che hanno fatto della Campania un "caso" unico al mondo. Adesso, come già rilevato, il conto finale è servito alle Province. Con il rischio di ridurle in bancarotta e di far pesare sui cittadini la mancata erogazione di servizi e far ricadere sulle loro tasche i costi di una emergenza che anche alla luce di quanto si ipotizza appare davvero infinita».

Fonte : comunicato stampa

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