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Gioved 3 Gennaio 2008
Sergio Nazzaro al premio Follaro d’Oro
Capua –
Nel quadro delle iniziative in preparazione del prestigioso premio Follaro d’Oro – organizzato dalla Cooperativa culturale Capuanova e che quest’anno viene destinato a Tano Grasso – nella sede di Palazzo Fazio a Capua verrà presentato sabato 5 gannaio alle ore 18,30 il nuovo libro di Sergio Nazzaro: “Per fortuna io c’ho la camorra”- Editore Manni.
Insieme con l’autore ne discuteranno l’avv. Gaetano Treppiccione (Vice Presidente Capuanova) e Pasquale Iorio (in rappresentanza di Aislo,una delle associazioni nazionali che stanno collaborando al ricco programma di incontri, come Libera e il Trouring Club, a sottolineare la rilevanza di un tema come quello della “cultura della legalità”, che fa da filo conduttore a tutte le iniziative organizzate).
Dopo il grande successo internazionale di Gomorra di Roberto Saviano, un altro giovane scrittore,giornalista free lance che vive a Mondragone (scenario di tanti misfatti come la fascia domiziana e la zona aversana) e collabora a diverse testate non solo nazionali, racconta le storie della camorra come un “sistema”, con una rete di clan e di connivenze che condiziona lo sviluppo del nostro territorio ed “affama “ i deboli. Proprio su questo tema sabato 12 gennaio si terrà nel Castello di Carlo V un importante convegno con la partecipazione ed il contributo di esperti – anche di testimonianze di persone che tentano di resistere, con la nascita di movimenti (come il Comitato Don Diana a Casal di Principe) e di associazioni come quelle contro il pizzo o impegnate nell’uso sociale dei beni confiscati alla mafia, attive anche nella nostra provincia .
Anche Nazzaro fa uso di una scrittura brillante tra il saggio e la narrativa (una sorta di “romanzo-reportage” lo ha definito un critico del Corriere della Sera), molto efficace e coinvolgente nel rappresentare un mondo tanto cruento quanto effimero – di cui spesso sono vittime i soggetti più deboli ed esposti (in primo luogo tanti giovani in cerca disperata di un lavoro e di un futuro; come gli immigrati ed anche le donne,vittime di tante violenze).
Sotto i riflettori sono stati messi tanti fatti e personaggi di cronaca quotidiana, di violenze e di massacri, di malaffare e di connivenze,con protagonisti a volte oscuri ed altre già tristemente noti (con tante coperture negli stessi organi dello stato e nelle istituzioni pubbliche).
A Sergio Nazzaro (come a Roberto Saviano e tanti altri studiosi della delinquenza organizzata e della camorra, come Isaia Sales, Saverio Avveduto e Gigi di Fiore – per non dimenticare Nanni Balestrini che già a metà degli anni ’90 raccontò l’ascesa di un capo clan potente e feroce come Francesco Schiavone, noto come “Sandokan”) va il merito di aver fatto luce e di aver documentato una realtà che troppo spesso viene minimizzata, su cui occorre un rilancio della mobilitazione anche da parte delle forze più sane del mondo del lavoro e delle imprese, dell’associazionismo e del volontariato, delle stesse istituzioni locali - su un tema come la legalità che rimane fondamentale per affermare una vera cultura della cittadinanza attiva e democratica in Terra di Lavoro.
Fonte : comunicato stampa
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