Terrorismo stragista e criminalità: Vito Faenza “si fa in due” per i Gd di Recale

Recale - Tra luci ed atmosfera natalizia, nel pomeriggio di venerdì 18 Dicembre 2015, nell’accogliente cornice del Cafè Bella Vita, si è tenuta l’iniziativa #LibrAria-Parole in Circolo- seconda edizione. un venerdì letterario organizzato e...

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Tra luci ed atmosfera natalizia, nel pomeriggio di venerdì 18 Dicembre 2015, nell’accogliente cornice del Cafè Bella Vita, si è tenuta l’iniziativa #LibrAria-Parole in Circolo- seconda edizione. un venerdì letterario organizzato e condotto dai Giovani Democratici di Recale, che hanno ospitato il giornalista e scrittore Vito Faenza, già all’Unità, Corriere del Mezzogiorno, Il Messaggero, Panorama e La Stampa. L’iniziativa è stata condotta con cura e dedizione per i più piccoli dettagli, dai giovani conduttori: Michele Landolfo e Raffaella Alberico, che hanno saputo, con le loro incalzanti domande, far conoscere all’ambiente cittadino recalese, un pezzo di storia del giornalismo locale. «L’iniziativa - come spiega Michele Landolfo, del direttivo cittadino dei Giovani Democratici- giunta al suo secondo appuntamento, vuole essere per giovani e meno, un momento di riflessione. L’intento era quello di alimentare un confronto libero e democratico sui temi del nostro tempo, come il terrorismo stragista e la criminalità, e credo che ci siamo riusciti. Un’iniziativa - continua Landolfo - scoppiettante, tesa tra serietà degli argomenti trattati e l’ironia stupefacente di Faenza, che con le proprie abilità professionali e doti comunicative ha appassionato il pubblico.» «Un autore fuori dal comune - delinea, invece, Raffaella Alberico, del direttivo cittadino dei Giovani Democratici- che ha saputo con la sua ironia, non celata, far ridere il pubblico e coinvolgerlo nell’intervista, raccontando aneddoti che intrecciavano la sua vita privata con quelli della nostra storia. Il nostro intento, con tali iniziative e soprattutto con questa,- continua Raffaella Alberico- è di far conoscere un pezzo, seppur negativo, della nostra storia e chi meglio di un giornalista, che l’ha vissuta sulla sua pelle, può raccontarcela. Ringrazio Vito per la sua presenza e di averci onorato con la sua esperienza. Tutto quello che abbiamo condiviso ieri, “Ci è parso come non vero o irreale ciò che abbiamo vissuto realmente”.»

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