Abbate alza il tiro: "Continueremo a stanare le malefatte di Velardi"

Scontro dopo il messaggio di fine anno del sindaco di Marcianise

Dario Abbate alza il livello dello scontro

Non le manda di certo a dire Dario Abbate al sindaco di Marcianise Antonello Velardi. Dopo la campagna elettorale al veleno ed una vita amministrativa carica di tensioni tra il primo cittadino e la sua opposizione, Abbate stavolta prende come pretesto il discorso di fine anno di Velardi.

"Apprendo - scrive Abbate in un post su Facebook - che il sindaco illegittimo continua indebitamente ad esternare le sue lezioni di moralità all’indirizzo dei suoi avversari politici. Lo ha fatto anche nel messaggio ai cittadini del 31 dicembre scorso arrogandosi il merito di aver estirpato il “male” e di aver definitivamente sconfitto presunti poteri criminali che, prima del suo avvento, si erano impadroniti della città".

Per Abbate Velardi "si guarda bene dal citare i suoi compagni di merenda, quelli che in un anno e mezzo circa hanno saccheggiato ogni angolo del comune e della sua zona industriale, quelli che impongono nei lavori pubblici le loro imprese, quelli che occupano illegittimamente spazi pubblici, quelli che pretendono dalle aziende del territorio posti di lavoro per amici e parenti e vi impongono i loro tecnici, quelli che hanno costruito la sua candidatura falsificando ben 280 firme di ignari elettori, uno di questi addirittura in galera (di questo ultimo fatto scandaloso ho informato la procura della repubblica e i vertici nazionali e regionali del PD, Renzi compreso). Il vero dramma di questo personaggio è che, consapevole del suo rovinoso fallimento, tenta di ricostruire la sua immagine pubblica mestando nel torbido o speculando in altrui disgrazie (vero piccolo Giuliano?)".

Secondo Abbate Velardi "dal giorno del suo insediamento è bravo a mascherare la sua opacità amministrativa con un'abile propaganda di stampa. Da quando è in carica questo signore non fa altro che "brillare" per annunci e proclami, per fandonie e millanterie, ma di veri atti amministrativi, di vere azioni di governo neanche l'ombra. Per questo motivo stava tentando di scappare dalla città proponendosi per una sua candidatura al Parlamento: con tale obiettivo non ha esitato a gettare fango sull’immagine di Marcianise rispolverando il tema di gomorriana memoria. L’espediente è però fallito e il pericolo è scampato: non sarà candidato. È ora, però, che la smetta. Sappia, però, che noi non abbasseremo la guardia e non ci faremo intimidire dalle sue minacce allusive: continueremo, senza sosta, a vigilare e a contrastarlo in ogni modo, senza sconto alcuno. E continueremo a stanare le sue malefatte".

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