Pd, altri addi in vista. Anche un consigliere regionale 'guarda' a Renzi

I consiglieri comunali Fiorenzano di Aversa e De Lucia di Santa Maria a Vico passano con 'Italia Viva'. Giovanni Zannini potrebbe farci un pensierino in ottica elezioni Regionali 2020

Pina Picierno e Stefano Graziano restano nel Pd dopo la scissione di Renzi; resta in bilico Nicola Caputo

Le vere ripercussioni che lo strappo di Matteo Renzi porterà sul Partito democratico non si sono ancora viste. E' questa l'idea che circola negli ambienti Democrat dove però appare chiaro che nessuno dirigente provinciale seguirà (almeno per il momento) l'ex premier nella nuova esperienza politica di 'Italia Viva'. Non lo faranno i consiglieri regionali Stefano Graziano e Gennaro Oliviero né l'europarlamentare Pina Picierno, a cui va naturalmente aggiunta l'ex deputata Camilla Sgambato, che resteranno fedeli alla linea del segretario nazionale Nicola Zingaretti. Un punto interrogativo lo lasciamo sull'ex europarlamentare Nicola Caputo, che martedì aveva manifestato una certa "incazzatura" (ipse dixit) per come era stato trattato l'ex presidente del consiglio dei ministri; ma il futuro di Caputo è oggi legato, comunque, alla posizione che intenderà assumere il governatore della Campania Vincenzo De Luca.

Qualcosa, però, sta iniziando a muoversi tra i 'renziani' della terza ora. Dopo l'ex sindaco di Marcianise Filippo Fecondo, hanno detto addio al Partito democratico ufficialmente anche Pasquale Fiorezano, attuale consigliere comunale di Aversa, e Carmine De Lucia, consigliere comunale di Santa Maria a Vico. Il primo (con lunghi trascorsi anche nel movimento giovavile, di cui è stato segretario provinciale) a luglio aveva creato nella città normanna il comitato di azione civile lanciato da Renzi ed oggi ha 'formalizzato' il suo addio: "Il Pd è stato un bellissimo progetto su carta. Ho impiegato diversi anni per comprenderlo. Un partito che utilizza le sue risorse per stupide battaglie interne senza alcuna proiezione all'esterno. Finge Nicola Zingaretti quando si dice dispiaciuto. Matteo Renzi prima di affrontare elettoralmente i nemici ha dovuto sempre prima scontrarsi con i poteri interni al suo partito. Questo ha reso il Pd poco credibile e soprattutto poco attrattivo ai cittadini che in ogni comune trovavano solo logiche di potere interno" ha affermato annunciando l'addio.

De Lucia, invece, è il più renziano dei renziani, avendo seguito l'ex sindaco di Firenze fin dal primo giorno. "Abbiamo bisogno di guardare avanti, non di regredire - ha affermato l'amministratore di Santa Maria a Vico - Non posso che appoggiare, da democratico vero, la scelta di Matteo Renzi di allontanarmi da quella visione stanca e ossessivamente tediosa della politica del 900 per sostenere un nuovo progetto che sappia guardare al domani con occhi affamati di curiosità e di futuro".

Ma la grande attenzione, adesso, si sposta su chi potrebbe optare per la nuova esperienza. Ed i nomi che circolano non sono pochi. Da Mauro Desiderio di Caserta (insieme a buona parte del Movimento Giovanile del Capoluogo), passando per il consigliere comunale di Marcianise Raffaele Guerriero, Peppe Razzano e Maurizio Reitano di Maddaloni, l'assessore di Vitulazio Francesco Di Gaetano, il vice sindaco di Orta di Atella Peppe Roseto. Da capire cosa avverrà a Caserta città: il sindaco Carlo Marino, che pure era stato un renziano della prima ora, sembra ormai 'riconvertito' sulle posizioni di Zingaretti (anche per la vicinanza a Stefano Graziano rinsaldata negli utimi mesi). Ma non è escluso che qualche consigliere comunale possa decidere di tentare la nuova strada.

E poi c'è anche chi nel Pd non c'è mai stato ma che potrebbe guardare a 'Italia Viva' con un occhio interessato in ottica elezioni regionali 2020. E' il caso del consigliere regionale Giovanni Zannini, che è ancora alla ricerca di una 'nuova casa' dopo l'esperienza in Centro Democratico di quattro anni fa che ormai sembra arrivata al capolinea. Ed il nuovo gruppo di Renzi potrebbe essere la soluzione giusta per avere quell'agibilità politica di manovra per un consigliere regionale come lui che ha dimostrato, in questi anni, di riuscire a mantenere e rinsaldare rapporti con amministratori in maniera abbastanza trasversale, superando le ideologie politiche.

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