Pd, pronte nuove espulsioni. Mirabelli ‘processa’ Bosco | VIDEO

Il commissario provinciale denuncia "l'accordo politico Campania Libera-Forza Italia". La Zagaria fuori dal partito: "Si è autoesclusa". Poi torna sulla questione degli Enti Strumentali: “Un errore votare il Cda all’Idrico dopo il dossier del revisore dei conti"

Il commissario provinciale Pd Franco Mirabelli

Un ‘processo’ a Luigi Bosco ed alla gestione di Campania Libera; l’allontanamento della consigliera provinciale Raffaella Zagaria dal Pd ed una serie di espulsioni di tutti coloro che si sono candidati contro il Pd; la bocciatura della gestione degli enti strumentali. Franco Mirabelli, commissario provinciale del Pd Caserta, ha affrontato i temi più caldi dell’attuale situazione politica al termine di un incontro avuto coi consiglieri provinciali di opposizione in Provincia.

IL VIDEO | Mirabelli contro Campania Libera

Il caso “Campania Libera”

L’attenzione è attirata subito dall’accordo siglato tra il presidente della Provincia Giorgio Magliocca di Forza Italia ed i consiglieri di Campania Libera, con la nomina di Rosario Capasso a vice presidente. “Mi pare chiaro - sottolinea Mirabelli - che questa non è più un’intesa tecnica, ma politica. La nomina del vice presidente è un atto chiaro in tal senso”. Un problema non da poco, visto che il movimento fa capo direttamente al presidente della Regione Campania Enzo De Luca ed ha come riferimento il consigliere regionale Luigi Bosco. “Il nostro giudizio nei confronti dell’amministrazione provinciale non è cambiato, anzi. Per altri invece sì. Questa distribuzione di posti ed incarichi è una politica che ai casertani non piace più. Campania Libera è in Regione ed in molti comuni alleata del centrosinistra, ma oggi c’è qualcosa di più di un accordo tecnico fondato su deleghe. C’è un vice presidente che testimonia un accordo politico. Io credo che la politica dei due forni è distante da ciò che è necessario per questa terra, avremo bisogno di fare scelte serie sui programmi, non su altro”. Mirabelli ha poi rilanciato il lavoro dell’opposizione insieme col consigliere provinciale Marco Villano: “Abbiamo fatto un patto coi consiglieri di minoranza per attuare un maggiore controllo sul lavoro di questa amministrazione”.

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Zagaria fuori dal Pd. Pronte altre espulsioni

L’altra notizia di giornata è che Raffaella Zagaria è di fatto fuori dal Partito democratico. La consigliera provinciale ha votato il bilancio in Provincia ma soprattutto è uscita dal partito a Casapesenna, formando un nuovo gruppo in consiglio comunale che si è posto all’opposizione del sindaco Pd Marcello De Rosa (così come denunciato dal segretario Nocera). “Di fatto la Zagaria si è auto esclusa dal Partito democratico. Ha fatto scelte che non abbiamo condiviso in Provincia, ma soprattutto la sua scelta a Casapesenna l’ha messa fuori dal Pd. Lo statuto del partito, infatti, in queste situazione, prevede l’automatica cancellazione dall’elenco degli iscritti”. Ma altre espulsioni arriveranno nelle prossime ore “ad Orta di Atella e Maddaloni, dove pure ci sono esponenti del Pd che si sono candidati in liste avversarie a quelle del Partito democratico. Lavoreremo secondo quanto stabilito dallo statuto, escludendoli dal partito”. Non saranno invece presi provvedimenti per i rappresentanti istituzionali che pure stanno facendo campagna elettorale contro i candidati Pd (vedi lo stesso Marcello De Rosa che ad Orta di Atella sostiene Andrea Villano o il consigliere regionale Gennaro Oliviero schierato con Peppe Razzano a sostegno di Bruno Cortese a Maddaloni): “In questi casi non c’è un’espulsione automatica, quindi non sono previsti provvedimenti”.

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“Votare al Consorzio Idrico è stato un errore”

Mirabelli poi richiama anche altri pezzo del Pd e del centrosinistra, in particolare quelli che hanno votato al Consorzio Idrico Terra di Lavoro dopo le denunce e le aspre polemiche che si sono scatenato. “Io ribadisco oggi che votare è stato un errore. Andavano fatte altre interpretazioni, soprattutto dopo il duro dossier presentato dal presidente del collegio dei revisori dei conti”. E chiosa: “Dobbiamo uscire dall’idea che gli Enti strumentali debbano essere utilizzati per dare incarichi politici, altrimenti non abbiamo capito la lezione che ci è arrivata il 4 marzo scorso dagli elettori. I cittadini vogliono servizi che funzionano e non vedere sempre una spartizione tra i partiti di posti e poltrone”.

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