EUROPEE Mennella escluso dai 5 Stelle si sfoga: "Cacciata in 'stile soviet'. Merito rispetto"

Il medico deluso per non essere stato ammesso alla votazione per le candidature alle Europee dopo la denuncia pubblica di una ragazza che ha affermato di aver gestito decine di contatti per suo conto

Il medico Francesco Mennella escluso dal secondo turno per le parlamentarie 5 Stelle

“Un uomo merita rispetto”. Inizia così il lungo sfogo di Francesco Mennella, il medico di Marcianise escluso, in extremis, dal secondo turno delle parlamentarie del Movimento 5 Stelle per la scelta dei candidati alle prossime elezioni europee. Mennella si era guadagnato il pass alla seconda votazione insieme con Aniello Nazaria di San Prisco, risultando tra gli attivisti più votati sulla piattaforma Rousseau.

Ma a meno di 24 ore dall’ufficializzazione del suo passaggio al secondo turno, quello che avrebbe definito ufficialmente la lista per le elezioni europee nella circoscrizione che comprende anche la provincia di Caserta, si è ritrovato escluso. Tutta ‘colpa’ della denuncia pubblica, fatta circolare tramite social network ed indirizzata anche allo staff del Movimento 5 Stelle, di una ragazza di Maddaloni che lo ha accusato di averla iscritta a sua insaputa alla piattaforma e di aver gestito decine di contatti per le votazioni.

Dopo l’esclusione, Mennella ha atteso qualche ore prima di commentare la vicenda. E lo ha fatto naturalmente con un post su Facebook, lì dove il Movimento 5 Stelle è nato e cresciuto. 

“Sono una persona seria, un padre ineccepibile, un professionista stimato, da sempre attivo nel sociale - ha scritto-. Non mi sono mai tirato indietro: da attivista, come nel lavoro, mettendoci sempre tutto l'impegno, l'entusiasmo, un forte senso del dovere, nelle lotte per tutelare l'ambiente, per rivendicare i diritti dei lavoratori, dei più deboli, delle vittime di sopruso, contro l'inefficienza del servizio pubblico, il malaffare, la corruzione, spesso pagando in prima persona. Mancate promozioni, mobbing, emarginazione, calunnie, diffamazione. Tanti attivisti hanno visto in me un punto di riferimento, un amico sempre disponibile e cordiale, una persona coerente e affidabile pronto a scendere in campo quando fosse necessario, per combattere contro l'ingiustizia. Ma tanto amore, tanto rispetto produce, per la legge del contrappasso, anche tanto livore, disprezzo, da parte di persone finte, mediocri, di dubbia moralità, che non hanno indugiato a ripagarmi con l'unica moneta fasulla in loro possesso: la delazione”.

Ed aggiunge: “Io credo che un uomo meriti rispetto: anche in un mondo come quello politico, fatti di interessi e privilegi da difendere a tutti i costi, soprattutto in un mondo dove si predica trasparenza, moralità, onestà: questa sconosciuta. Perché non c'è onestà dietro un profilo fake che ti accusa pubblicamente, con una tempistica decisamente inquietante, di aver perpetrato un “presunto misfatto” nel lontano 2017. Cui prodest? 

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Non esiste alcuna moralità nel montare un caso ad arte ( poi dimostratosi, dopo opportune verifiche, infondato) per infangare la reputazione di una persona: non esiste alcuna trasparenza nel tagliar fuori una persona, senza una rigorosa formulazione di un atto di accusa, che fornisca delucidazioni, chiarimenti e soprattutto riconosca all'accusato la possibilità di perorare la propria causa e difendere la propria onorabilità nelle opportune sedi. Una "cacciata in stile soviet”, un operato arrogante, irrispettoso, omertoso che viola i più basilari principi sanciti dalla nostra Costituzione, che riconosce " all'imputato" la possibilità di dimostrare la propria innocenza . Un modus operandi che stride con ogni principio di cui ci siamo fatti da sempre promotori e partecipi che, sprezzante, liquida un uomo, il suo vissuto, il suo impegno, e i tanti, troppi sacrifici, con poche righe irriguardose, insulse che, lungi dal fornire delle reali motivazioni, ti marchiano come una "lettera scarlatta" a futura infamia. Come medico stimato quali spiegazioni dovrò ai miei pazienti? Come movimentista di lungo corso, quali parole dovrò cercare per spiegare l’accaduto ai tantissimi attivisti che in me ancora riconoscono un degno rappresentate di quella rivoluzione culturale ormai a corto di fiato e di concetti? Quali ragioni dovrò addurre agli occhi di quei tanti conoscenti che, con superficialità e arroganza, mi giudicheranno sulla scorta del proprio ipocrita perbenismo? E come mi difenderò da tutti coloro che mi detestano, perché per anni ho combattuto rivendicando il primato morale di queste cinque stelle ormai offuscate? Affondate la lama dell'infamia nella dignità di un uomo, con disinvolta efferatezza, con dolosa protervia, con sprezzante cinismo.  Ma l'Uomo è più forte di tutto questo: e questa ferita che sanguina domani sarà una cicatrice da mostrare con orgoglio. Un uomo vero merita rispetto: voi solo la mia commiserazione”.

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