"Quel matrimonio non s'ha da fare". Esplode la bufera per l'accordo sindaco-opposizione

Manifesto del Pd: "Contrari ad allagare la maggioranza"

Il sindaco di Sant'Arpino Giuseppe Dell'Aversana

Mia Martini nella sua splendida 'Almeno tu nell'universo' debuttava così nel suo capolavoro: "Sai, la gente è strana. Prima si odia e poi si ama". Ed è quello che probabilmente pensano anche i consiglieri comunali del Partito democratico di Sant'Arpino, Domenico Iovinella, Speranza Belardo e Maria Rosaria Coppola, nel commentare gli ultimi avvenimenti politici del territorio. La 'crisi' è aperta proprio da questi ultimi 3 col sindaco Giuseppe Dell'Aversana che però di risposta chiama a sé due esponenti di minoranza per salvare la poltrona.

E questo non è andato giù ai 'democratici' che parlano di un "matrimonio" tra persone che "in campagna elettorale si sono lanciate accuse personalissime infamanti". E quindi l'affondo sul sindaco che "non ha mai sottaciuto alle responsabilità gravissime di Brasiello e Maisto coi quali oggi invece fa accordi".

Iovinella, Belardo e Coppola ribadiscono che non hanno "mai" ufficializzato la loro fuoriuscita dalla maggioranza. Chiedendo però lumi "sul matrimonio con Maisto al quale erano contrati molti componenti della maggioranza e quella della doppia indennità". E quindi entrano nel merito: "Siamo contrati all'allargamento della maggioranza, per una scelta ridicola e offensiva dei nostri elettori".

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Mentre su Iovinella e Lettera è "ambiguo il comportamento del sindaco. Hanno entrambi ammesso di aver percepito una parte di indennità che non spettava loro. Solo che Iovinella è stato costretto a dare le dimissioni, mentre Lettera è stato protetto da Dell'Aversana". E quindi in conclusione sottolineano che "Dell'Aversana ci ha spinti all'opposizione senza dare spiegazioni dopo aver stipulato l'accordo con Maisto e Drea. Pertanto, dignitosamente, siederemo tra i banchi dell'opposizione a partire dal prossimo civico consesso".

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