Revocato dall'Asi, Bevilacqua svela: "Il sindaco sapeva tutto, sta obbedendo agli ordini..."

Il delegato del Consorzio scrive una durissima lettera a Marino

Il sindaco di Caserta Caro Marino

“Avevo deciso di non dare alcun riscontro alle tue azioni, ma l’essere accusato di scorrettezza mi impone alcuni chiarimenti”. E’ l’incipit della lettera che Carmine Bevilacqua, ormai ex delegato al Consorzio Asi per il Comune di Caserta, ha inviato al sindaco Carlo Marino dopo la revoca e la sostituzione col consigliere Pd Gianni Comunale.

“Ti ho informato - ha continuato Bevilacqua nella missiva al primo cittadino - come ho sempre fatto che all’Asi il comitato direttivo era ridotto a solo tre componenti e che alcuni atti venivano deliberati con la presenza di due componenti. Ti esplicitai il mio pensiero perché non ritenevo corretto, sotto l’aspetto politico e gestionale, la mancanza di rappresentatività e che avevo fondati dubbi sulla legittimità di tale comportamento e che avevo intenzione di procedere per cercare di eliminare tutto ciò. Mi dicesti che le mie considerazioni erano giuste e fondate ed aggiungesti testualmente ‘vai avanti’”.

Secondo la ricostruzione di Bevilacqua, dunque, il sindaco di Caserta era a conoscenza del documento firmato insieme ad altri 8 delegati per chiedere il voto dei due ulteriori membri del comitato direttivo. “Dal 26 settembre - aggiunge - sei stato informato su tutti i passaggi effettuati, non escluso l’invio di copia della richiesta di convocazione del consiglio generale per la ricomposizione degli organismi statutari alla quale non hai posto condizioni o diniego. Sei stato informato preventivamente anche degli incontri propedeutici per il raggiungimento delle firme necessarie. Se avevi cambiato idea o non eri d’accordo sulla procedura, come mai in più di quindici giorni non me lo hai mai comunicato? Dover apprendere dalla stampa della mia revoca mi fa comprendere che, ben conoscendo i fatti e la mia indiscussa correttezza, non hai avuto nemmeno il coraggio di dirmelo personalmente. Avresti potuto evitare questo vergognoso “modus operandi”, ti avrei consegnato sicuramente le mie dimissioni. Posso comprendere che devi obbedire agli ordini di qualche pseudo ‘pol pottino’ di turno ma questo non giustifica il tuo comportamento nei miei confronti. Fa, invece, ben comprendere ad una intera città il tuo amore per Caserta, completamente escusa, ed il tuo alto grado di autonomia decisionale e personale”.

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