Il sindaco dimissionario dopo 40 giorni: "La maggioranza non è coesa"

Ferrara spiega i motivi della sua scelta. Furia Movimento 5 Stelle: "Si è sprecata un'occasione di riscatto"

Il sindaco dimissionario Ferrara

“Nel momento in cui la dialettica politica viene inasprita a danno di quello che è e deve restare l’obiettivo prioritario dell’azione amministrativa, vale a dire il bene di San Felice a Cancello, trovo doveroso compiere un passo indietro, rassegnando formalmente le mie dimissioni da sindaco della nostra amata città, fino a quando l’interesse strettamente politico non lascerà spazio all’interesse della comunità intera che ha deciso di affidarci una grandissima responsabilità". A dichiararlo è Giovanni Ferrara che ha voluto chiarire i motivi che hanno determinato la sua decisione di rassegnare le dimissioni da sindaco di San Felice a Cancello. 

"I sanfeliciani - prosegue Ferrara - sono stanchi del modo di intendere la macchina amministrativa che ha portato il nostro territorio ad uno stato di degrado e di appiattimento che è sotto gli occhi di tutti. Ci hanno votato, credendo fermamente in noi, affinché noi realizzassimo un’altra idea di città. Io non intendo tradire nessuno degli oltre 7.400 elettori che ha riposto in me e nella mia coalizione ampia ed indiscussa fiducia. La maggioranza consiliare, al momento, ha dimostrato di non essere coesa rispetto al perseguimento di quegli obiettivi per i quali tutti abbiamo messo la faccia in campagna elettorale. Credo fermamente nel fatto che un’azione così forte, appunto le dimissioni del sindaco, sia l’unica strada percorribile per il pieno rispetto della cittadinanza la cui fiducia, nella maniera più assoluta, non intendo tradire".

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Sulle dimissioni del sindaco tuona il Movimento 5 Stelle sanfeliciano che, in una nota, sottolinea come "San Felice a Cancello si ritrova ancora impantanata e questo grazie alla irresponsabilità di chi si proponeva come il nuovo quando in realtà sapeva già che sarebbe stato solo un mezzo per i vecchi volponi per  tornare in Comune. Si doveva avere l'umiltà di stare ad ascoltare i consigli di chi davvero invece avrebbe avuto mani e testa libere e non trascinare il paese nella situazione in cui si ritrova ora soltanto per le sue aspirazioni personali. Non ci hanno ascoltato e hanno tirato dritto senza tener conto di ciò di cui San Felice a Cancello aveva bisogno: stabilità e serietà. È inutile ora piangere sul latte versato: i cittadini lo sapevano ma nemmeno loro hanno voluto sentir ragione e hanno avallato l'elezione di un Sindaco che non avrebbe mai potuto tirarci fuori dalla palude visto da chi era appoggiato. Peccato. È stata sprecata una bella occasione di riscatto. Servivano persone che amavano il paese e non le poltrone, ma San Felice a Cancello è stata sorda e cieca. Una coalizione che era spaccata sin dall'inizio, che puntava solo ad avere il proprio "premio" senza tener conto che tutto questo tira e molla non stava giovando al paese. A tutto ciò si aggiunge anche la poca duttilità e ottusaggine di chi non ha voluto fare passi indietro come se fosse intoccabile, indispensabile, insostituibile".

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