Elezioni, l'ex sindaco lancia la sfida a chi lo ha mandato a casa

Al via la campagna elettorale di Di Matteo: "Città ferita da chi pensava solo ai propri interessi"

Dario Di Matteo

E’ partita la campagna elettorale della lista civica ‘Teverola Città Fertile’: l’ex sindaco Dario Di Matteo continua nei propri incontri insieme ai ‘fedelissimi’ ma anche a new entry che lo stanno sostenendo in questo nuovo progetto.

La coalizione ha rilanciato il nuovo logo. “Il nome resta lo stesso del 2015, ma con la proiezione sul 2019 – spiega il candidato sindaco Dario Di Matteo – e questo perché si intende proseguire sulla strada intrapresa che già aveva dato buoni frutti e che aveva tracciato la linea per altri e nuovi risultati. Chi ha interrotto un’esperienza così positiva, lo ha fatto evidentemente con premeditazione, consapevole che, se avessimo portato a termine il mandato, avremmo avuto risultati ancora più evidenti, un rischio troppo alto per chi ha pensato solo ai propri interessi e alle proprie ambizioni, mettendo in secondo piano il bene della comunità”.

“Teverola città ferita” è la definizione scelta dalla coalizione per sintetizzare le conseguenze della decadenza del consiglio comunale: una città ferita dall’interruzione di un percorso, dal rinvio di tante opere pubbliche e attivazione di servizi, rallentati improvvisamente dopo il 14 agosto, il giorno in cui nove consiglieri si recarono dal notaio per rassegnare le dimissioni contestuali. Isola ecologica, parco pubblico, servizi sanitari sono solo alcune delle opere e dei servizi in ritardo per la sospensione di un’esperienza che stava ottenendo un profondo riconoscimento da parte dei cittadini.

“Teverola oggi è una città ferita e la comunità non meritava che venisse calpestata la volontà popolare – afferma Di Matteo – ma dalle cadute ci si rialza più forti e determinati di prima e oggi il progetto di Teverola città fertile può proseguire con i giusti compagni di viaggio, con persone che hanno idee e competenze e che vogliono dare un contributo serio e concreto, contrapponendo l’affidabilità all’incapacità di chi non ha saputo nemmeno mantenere gli impegni con gli elettori e oggi si arrampica sugli specchi azionando la macchina del fango”.

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