Crisi in maggioranza, l'opposizione: "Spregiudicato". Ed il sindaco prova a convincere i consiglieri Pd

Manifesto al vetriolo di Abbate & Co: "Non mantiene fede agli impegni assunti in consiglio comunale coi suoi stessi alleati"

L'opposizione in consiglio comunale a Marcianise

“Spregiudicato, subdolo ed immorale”. E’ questo il nuovo attacco frontale che l’opposizione consiliare capeggiata da Dario Abbate dedica al sindaco di Marcianise Antonello Velardi commentando la crisi che sembra di nuovo pronta ad esplodere nella maggioranza a causa della mancata revoca dei funzionari esterni che era stata chiesta dai consiglieri del Partito democratico ed accettata dallo stesso primo cittadino che, nel corso consiglio comunale di aprile sul bilancio di previsione, aveva annunciato che avrebbe rinunciato agli esterni. Ma ad oggi solo due contratti sono stati revocati. 

“Invece di mantenere fede all’impegno assunto - si legge nel manifesto dell’opposizione - egli preferisce gettare fango su una parte della sua maggioranza e pubblica un post in cui, tra l’altro, perfezionando i principi di propaganda del nazista Joseph Goebbels, trasmette ai Cittadini messaggi subliminali con allusioni vaghe ma mirate e specifiche: “… è in corso a Marcianise una battaglia sulle assunzioni al Comune” “… che leggi si rispettano”. Lo schema è sempre lo stesso: da una parte Lui, paladino della legalità e della moralità, dall’altra i cattivi, quelli che vogliono fare cose immorali ed illecite. In sostanza: la sacrosanta battaglia di parte della sua maggioranza non nasce dalla volontà di evitare ai Cittadini di Marcianise spese inutili e costose, ma dall’obiettivo di fare assunzioni secondo il “vecchio sistema”. Questo è l’espediente di un uomo subdolo e amorale. I cittadini, infatti, sappiano che nessuna assunzione deve essere fatta al Comune di Marcianise e, quindi, non si capisce dove sarebbe questa battaglia. Invece, chi deve preoccuparsi che a Marcianise possa accadere quanto avvenuto a Legnano è proprio lui, quello che, in questi tre anni, ha gestito il Comune in modo spregiudicato e come se fosse un suo affare privato. Pur di piazzare i suoi amici e i suoi sodali e pur di garantirsi personaggi ritenuti disposti alla obbedienza cieca, il sindaco della illegalità e della amoralità ha buttato nel cestino alcuni qualificati dirigenti comunali semplicemente per liberarsi di persone poco avvezze al servilismo cieco e per farsi amici e clienti elettorali a spese del comune”. 

E col nuovo invito a dimettersi chiosano: “La verità è che, al fine di mascherare la crisi politica in cui è piombata la sua maggioranza per esclusiva sua responsabilità e a causa della sua manifesta incapacità amministrativa, il complice dei falsari getta discredito sui suoi compagni di avventura con il subdolo intento di attribuire agli stessi l’inevitabile, e solo rinviato, epilogo fallimentare della sua esperienza di governo”.

Ma proprio Velardi, oggi, ha lanciato un altro messaggio tramite la sua fanpage di Facebook. Tirando nuovamente in ballo il ‘Don Rodrigo’ di Marcianise e mandando un messaggio ai consiglieri del Partito democratico che sono quelli che, materialmente, dovranno votare il Rendiconto in aula e permettere alla sua amministrazione di andare avanti. “A Marcianise di don Rodrigo ne abbiamo avuti diversi: sono stati i signori della città, non hanno costruito eredi se non per via familiare o per via utilitaristica, e ora ancora cercano di galleggiare. Chiusi nei loro palazzi, intenti ad urlare il loro potere e a contare i propri sesterzi. C'è però un fatto nuovo, e non è irrilevante: sono cresciuti nel frattempo nuovi soggetti, si sono fatti avanti i più giovani, chiamati a governare la città e non più disponibili ad accettare alcun don Rodrigo. C'è - nella classe amministrativa e politica - una consapevolezza nuova: essere protagonisti della costruzione di una Marcianise moderna, liberandosi dei vecchi marpioni. Noi, insieme, la stiamo costruendo. Ci stiamo riuscendo, con strappi mai indolori ma necessari. A ogni essere umano è stata donata una grande virtù: la capacità di scegliere. Chi non la utilizza, la trasforma in una maledizione. E altri sceglieranno per lui”.

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