Regionali e Provinciali: patto Cosentino-Landolfi, ma Zinzi non sta a guardare

Caserta - Ci sarebbe un patto di ferro tra Nicola Consentino e Mario Landolfi che vede proiettato il primo verso la candidatura alla presidenza della Regione Campania ed il secondo verso quella della presidenza della Provincia di Caserta. Nulla di...

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Ci sarebbe un patto di ferro tra Nicola Consentino e Mario Landolfi che vede proiettato il primo verso la candidatura alla presidenza della Regione Campania ed il secondo verso quella della presidenza della Provincia di Caserta. Nulla di ufficiale, certo, ma la battaglia all'interno del Popolo della Libertà li vede l'uno accanto all'altro contro la fazione capitanata da Italo Bocchino e sostenuta da Stefano Caldoro e Mara Carfagna. Una battaglia politica tutta casertana visto che il sottosegretario all'Economia Cosentino ed il vice capogruppo alla Camera Bocchino sono entrambi originari di Terra di Lavoro o meglio dell'agro aversano (Casal di Principe e Frignano). Casertano è anche il mondragonese Mario Landolfi che deve piegare la resistenza interna dell'ex presidente della Provincia ed ex eurodeputato Pdl Riccardo Ventre, e quella esterna del parlamentare ed ex sottosegretario alla Sanità Domenico Zinzi, marcianisano doc.
Stante a queste ipotesi, quindi, è naturale che soprattutto Zinzi tifi per la fazione avversa a quella di Cosentino-Landolfi. Solo l'ipotesi Caldoro-Carfagna candidati alla presidenza della Regione Campania darebbero linfa vitale all'allenza con l'Udc e la possibilità per Zinzi di occupare la casella provinciale di Caserta.

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Lo sanno bene quelli del Pdl come lo sanno bene soprattutto quelli del Pd. Più volte Enzo Amendola, futuro segretario provinciale del Pd campano (stante ai netti risultati della prima fase congressuale del partito), ha sollecitato Zinzi a sostenere alleanze con il centrosinistra. Persino l'ex sindaco di Marcianise Filippo Fecondo, storico avversario di Zinzi, lo ha indicato come possibile candidato per il centrosinistra durante un'intervista alla televisione Italiamia.
Ma perchè Cosentino vorrebbe rinunciare a cose certe come il coordinamento regionale del Pdl e la delega di sottosegretario per una candidatura dagli esiti non ancora scontati per la compagine di centrodestra? Al Corriere del Mezzogiorno Cosentino ha spiegato che si tratta di una scelta a favore del territorio, ma i sospetti vanno in tutt'altra direzione. C'è il timore, sempre più fondato, che il governo nazionale retto da Berlusconi possa cadere entro Natale 2009 e tutti cercano una scialuppa di salvataggio per il prosieguo dell'attività politica. Intanto tra attacchi di ex compagni di partito come Alfredo Vito e fuoco di fila interno al Pdl, Cosentino continua la sua battaglia campale assieme ad una pletora di deputati, senatori e amministratori locali.

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