Dal (poco) sesso all’infedeltà: ecco i 5 motivi per cui finiscono i matrimoni

Negli ultimi anni in aumento anche i casi di “cambio di gusti sessuali". Il parere dell'esperta che ha scelto di "chiudere nel giorno di San Valentino"

San Valentino si avvicina e, come ogni anno, ci si prepara a festeggiare il giorno dedicato all’amore con regali, cenette romantiche e brevi fughe dal quotidiano. Ma c’è anche chi decide di ‘celebrarlo’ in maniera diversa, come gli avvocati Carmen Posillipo e Vincenzo Della Morte, specialisti in pratiche di separazione, che hanno deciso di “chiudere lo studio di Marcianise il 14 febbraio, almeno per quel giorno, rimandiamo gli addii all'amore”.

Anche perché, bisogna dirlo, il numero dei divorzi è in continuo aumento. Ogni separazione ha motivi diversi, anche se alcuni sono ricorrenti e sembrano essere “ben definiti” come spiega proprio l’avvocato Carmen Posillipo: “Il primo motivo delle separazione è l’infedeltà: per l’uomo bisogna stare attenti al luogo di lavoro, per la donna ai social network. La stragante maggioranza dei tradimenti per l'uomo avviene sul luogo del lavoro, tra colleghi, sottoposti, collaboratori, ma quasi mai è l'uomo che decide di porre fine al matrimonio: anche se scoperto, implora il perdono. La donna, invece, tradisce attraverso l'utilizzo del social network e, anche se non scoperta, spesso a causa del suo stesso tradimento decide di porre fine al matrimonio”. 

Il secondo motivo di divorzio è “la mancanza di rapporti sessuali”. “Moltissimi matrimoni - spiega l’esperta - terminano perché c'è l'estinzione del desiderio sessuale maschile e femminile, il più delle volte presente nei matrimoni longevi. Per gli uomini il problema è strettamente di natura fisica; per le donne di natura psicologica e psicosomatica”.

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E poi c’è lei, la suocera, che sembra essere tutt’altro che un luogo comune. “La “categoria suocere” rappresenta un incubo per molte coppie di sposi - spiega Carmen Posillipo-. Di norma, ma ci sono anche le eccezioni, essere “generi o nuore” comporta che i rapporti e quindi i contrasti con la suocera siano inevitabili. Insomma, sembra proprio che “ste benedette suocere” siano delle rovina famiglie, ma certamente la realtà è un po’ diversa. Vero è che spesso sono impiccione, ma è anche vero che qualche volta diventano il capro espiatorio di problematiche che  le due parti non riescono a gestire. Per concludere anche in fatto di suocere sia ragionevole non fare di tutta l’erba un fascio, perché a fronte di tanti nuclei familiari con situazioni conflittuali, c’è sicuramente un numero assai maggiore di famiglie in cui la presenza dei suoceri-nonni giova ed anche parecchio per vari aspetti. Non ultimo quello di dare qualche piccolo aiuto economico, ma soprattutto a prendersi cura dei nipotini, accompagnarli e prenderli a scuola o anche fare trovare la tavola apparecchiata con un piatto di fumanti spaghetti, ai giovani sposi quando tornano dal lavoro. Insomma non tutti mali vengono per suocera”. 

Ma in un momento delicato come quello attuale, anche i problemi economici fanno la loro parte. “E’ indubbio che una vita agiata, crea meno dissapori e divergenze. Il brutto arriva quando, alle difficoltà familiari, si sommano quelle economiche, per cui le insoddisfazioni e le frustrazioni aumentano e si degenera sotto il peso delle rinunce. Mi verrebbe da sfatare il mito ‘2 cuori ed una capanna’, lo rimpiazzerei col motto "finché mutuo non ci separi”. I soldi non fanno la felicità, ma sicuramente una stabilità, anche familiare”. 

Infine, ultimo aspetto da non trascurare visti i casi in aumento negli ultimi tempi, è quello del “cambio delle inclinazioni sessuali”. “Questa è una piaga familiare di recente introduzione - spiega l’avvocato Posillipo- Sempre più spesso coniugi con prole dopo 10-15 anni di matrimonio, stanchi della routine decidono di innamorarsi dell'amico o del collega di sempre. Diciamo che le affinità intellettive ai nostri giorni provano a raggiungersi anche sotto le coperte. E si decide di amare persone dello stesso sesso. Ed ecco che i figli vanno in crisi totale, per il nuovo ménage familiare”.

La durata media di un matrimonio è di 15 anni, se supera il primo anno, il rischio di divorzio diventa altissimo al quinto anno. In generale, è il periodo che va dai quattro ai sei anni di matrimonio quello più pericoloso, cioè dove si registrano i numeri più alti di separazioni. 

I matrimoni più recenti durano sempre di meno. Spesso si limitano a cinque anni e molti, addirittura, non superano nemmeno l’anno. In ogni caso, i matrimoni che resistono sono poco più della metà. Il 40 per cento delle coppie divorzia, ma almeno un quarto di esse finisce per creare nuovi matrimoni. 

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