Preside trasferita, rivolta contro la decisione

Il caso della dirigente scolastica e rettrice del Convitto 'Giordano Bruno' di Maddaloni arriva in Parlamento. La lettera del personale dell'istituto, l'appello dei genitori e l'arringa del deputato pentastellato

Grande rammarico per il personale e gli studenti del Convitto 'Giordano Bruno' di Maddaloni e degli istituti annessi, che tramite una lettera inviata alle alte istituzioni, si sono appellati per la riassegnazione della dirigente scolastica, Maria Pirozzi, trasferita senza un perché e solo dopo tre anni di dirigenza, in un’altra scuola della provincia di Caserta.

Durante un’assemblea riunitasi spontaneamente nella giornata di ieri, si è discusso su questo ‘illogico’ trasferimento e ne è uscita fuori una lunga lettera indirizzata al Ministro dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca, Marco Bussetti; al presidente della Regione Campania, Vincenzo De Luca; al sindaco di Maddaloni, Andrea De Filippo; agli onorevoli Antonio Del Monaco e Marianna Iorio; alla Direzione Generale all’Istruzione per la Regione Campania; all’Ufficio Scolastico Regionale per la Campania; all’Ufficio Scolastico Provinciale di Caserta; al vescovo  Giovanni D’Alise della Diocesi di Caserta e alla stampa.

Davvero un caso di stato, dunque, che è stato portato sino in Parlamento: proprio nel pomeriggio, infatti, il deputato Del Monaco, in qualità di portavoce del territorio, ha espresso solidarietà alla preside e alla comunità coinvolta, nella lunga arringa rivolta al ministro Bussetti.

Il Giordano Bruno, grazie alle competenze manageriali della preside Pirozzi, negli ultimi anni ha ottenuto grandi risultati sia in termini didattici che formativi e, anche i genitori, soddisfatti di tali traguardi, si sono interrogati sulle motivazioni alla base di tale decisione e allo stesso modo  si sono preoccupati per il futuro della scuola e soprattutto dei loro figli, unendosi allo sconcerto, al disappunto, all’amarezza e alla preoccupazione di tutti:

Il nostro giustificato timore, è vedere interrotta la virtuosa continuità di tali progetti che riguardano le strutture,  l'offerta formativa, il miglioramento. Se questa tragica eventualità si verificasse, la ricaduta negativa sul territorio sul diritto allo studio dei giovani del territorio sarebbe incalcolabile. Riteniamo pertanto fermamente che l’USR Campania debba riflettere sulle conseguenze estremamente negative che tale provvedimento avrà su quel diritto allo studio sancito dall'articolo 34 della Costituzione ed auspichiamo che l'Amministrazione receda da questa impopolare decisione”.

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