Piano scolastico, la preside Bianco: "Scelta che andava fatta anni fa"

La dirigente del Giannone va controcorrente e plaude al nuovo dimensionamento approvato dalla Giunta Comunale

La preside Maria Bianco

"Non volevo farmi coinvolgere, sono un rappresentante dello Stato e mio dovere è rispettare la legge anche se qualche volta può essere dura, ma quando si afferma che la scuola che dirigo ha perso iscritti per 'minor impegno profuso', allora devo necessariamente dire la mia a difesa non tanto della mia persona quanto dei docenti che operano nella mia scuola, professionisti seri e preparati". Così la dirigente scolastica della scuola media Giannone, Maria Bianco, rompe gli indugi ed interviene sul piano di dimensionamento scolastico, approvato dalla giunta comunale, che tanto sta facendo discutere in queste ore (con tanto di protesta sotto Palazzo Castropignano in programma). 

Preside Bianco, cosa pensa di questo piano di dimensionamento scolastico?

"Sono a Caserta da 10 anni ed ho visto alternarsi amministrazioni di diverso colore politico, finalmente c'è qualcuno che, anche a rischio di impopolarità, ha fatto la cosa giusta per il bene del territorio".

Cosa c'è di buono?

"La ratio su cui si fonda. L’importanza del rispetto del criterio della territorialità risulta fondamentale se si vuole rendere un servizio migliore ai cittadini e soprattutto se si mira ad un percorso formativo armonico e ben strutturato, in quanto la vicinanza tra i plessi - laddove non risulta possibile allocare nella stessa struttura i tre segmenti della scuola di base - risulta determinante per il confronto continuo tra i docenti al fine di agevolare il passaggio da un livello scolastico all’altro, di impostare progetti di studio comuni, di valorizzare gli interessi e le attitudini particolari dei ragazzi".

Il provvedimento, però, è stato avversato da molti sindacati e suoi colleghi.

"In queste ore si sta facendo molta manipolazione della realtà e cattiva informazione. Credo sia opportuno, invece, schierarsi dalla parte giusta, a favore della città, che poi è la stessa direzione in cui va questo provvedimento. Una scelta che andava fatta già qualche anno fa. Un po' come il medico che per far guarire il paziente deve somministrare una medicina 'amara' al di là tutte le avversioni della mamma che per essere troppo pietosa  mette a rischio la vita stessa del paziente". 

C'è chi sostiene che siano state sfavorite scuole virtuose a discapito di altre che si sarebbero "impegnate di meno".

"Noi come scuola abbiamo pagato il prezzo di un dimensionamento fatto in modo pedestre con l'accorpamento con una scuola primaria distante i cui allievi, per motivi di vicinanza e di traffico cittadino, si iscrivono presso altri istituti. Abbiamo pagato il prezzo in termini di iscrizioni, delle vecchie delibere che volevano la scuola di via Roma delocalizzata nell'area della ex Saint Gobain. Per fortuna oggi questo non è più vero, però intanto abbiamo perso iscritti. Questioni di cui tutti, compresi i sindacati, sono a conoscenza eppure parlano di minor impegno".

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