Asili nido e scuole per l’infanzia chiusi: “Sei mesi di stop faranno molto male”

E’ nato un comitato per dare forza ai problemi dei gestori: “Esclusi anche dal credito di imposta per i fitti”

La scuola non ripartirà prima dell’estate e, oltre ai problemi dei genitori che, a breve, dovranno tornare a lavoro, c’è anche un altro nodo (non da poco) da affrontare: quello relativo agli asili nido ed alle scuole per l’infanzia private. Per questo motivo in Campania è stato il comitato ‘Servizi per l’infanzia’ che racchiude un centinaio di istituti privati, molte delle quali in provincia di Caserta, che stanno cercando di accendere i riflettori sulla loro situazione.

“Parliamo di una fascia di età che va dagli 0 ai 6 anni, bambini a cui trascorrere ore insieme ai propri coetanei farebbe molto bene” spiega Mina Chirico di ‘Centro Infanzia Baby Birba’ di Castel Morrone. “Ma oltre a pensare ai nostri amati bambini, in questi giorni stiamo vivendo difficoltà enormi perché molte strutture sono praticamente escluse dalle possibilità di aiuto che sono state varate”.

A partire, ad esempio, dai fitti: “Non è previsto per noi il credito di imposta - spiega Mina Chirico - che invece è stato destinato alle sole attività commerciale. Eppure tra di noi c’è chi paga tremila euro di fitto al mese. Naturalmente in queste settimane i genitori non hanno pagato le rette e tutto si sta riversando sui gestori delle strutture. La scuola dovrebbe restare chiusa fino a settembre, sperando che non si vada oltre. Parliamo di 6 mesi di chiusura”.

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A gestori vanno aggiunti, poi, anche i dipendenti per i quali “speriamo che venga prorogata la cassa integrazione” anche perché, almeno ad oggi, non si vede neanche la possibilità di poter organizzare campi estivi. “Speriamo che la politica si accorga di noi e che vengano destinati anche a noi contributi per permetterci di guardare al futuro con maggiore ottimismo”.

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