Il duo Tirelli-Staro in scena con una performance sull’amore

  • Dove
    Radio Zar Zak
    Indirizzo non disponibile
    Casapulla
  • Quando
    Dal 09/03/2019 al 10/03/2019
    ore 20
  • Prezzo
    Prezzo non disponibile
  • Altre Informazioni

L’autore e giornalista Emanuele Tirelli va in scena con una performance sull’amore insieme al musicista Ciro Staro: sabato e domenica (dalle 20) da Radio Zar Zak a Casapulla, per la rassegna organizzata da Donato Cutolo. Si chiama “L’amore è bello, l’amore fa schifo (e le donne in Shakespeare)”, e ha debuttato lo scorso dicembre in Puglia.

Ofelia ha pensato che l’amore fosse meraviglioso, almeno fino a quando Amleto non ha ritrattato, dicendole cordialmente di andarsi a chiudere in convento. E pure Desdemona era innamorata di Otello, fino a quando non si è resa conto di chi fosse davvero suo marito e non è morta sotto le sue mani, proprio come Emilia, moglie di Jago.

Ma quanto era bello davvero l’amore tra Romeo e Giulietta? Non è andata meglio nemmeno a Cordelia in “Re Lear”, ma non è morta Ermione ne “Il racconto d’inverno”. E quindi, cosa accade all’amore e alle donne ne in “Come vi piace” e in generale in gran parte della produzione di Shakespeare?

“L’amore è bello, l’amore fa schifo (e le donne in Shakespeare)” è una performance, una sorta incontro-spettacolo con il pubblico sul grande sentimento, nel quale Tirelli mischia paradossali e tragicomiche vicende private a personaggi del Bardo e a riflessioni sul desiderio e sulla coppia di Deleuze, Lacan, Schopenhauer…

Accanto a lui, sul palco, Staro partecipa alla conversazione con suoni, serietà e corbellerie musicali create appositamente per l’occasione. Mentre le illustrazioni sono firmate da Giuseppe Cristiano, tra i più grandi storyboard artist d’Europa.

“Tutto in una dimensione pop - dice Tirelli - con una chiave diretta e conviviale. Lo stesso Shakespeare era pop e, al Globe Theatre di Londra, del quale era socio e partecipava felicemente agli utili, i suoi spettacoli erano seguiti da tutti i ceti sociali. Oggi, invece, lo consideriamo una materia pienamente comprensibile solo per le persone più colte, con la cultura che non apre alla sua bellezza ma si chiude in sé stessa: un discrimine che si discrimina da solo”.

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