"Le Costituenti della memoria" in mostra alla biblioteca comunale

Inaugurata il 31 maggio alle ore 17:00 alla Biblioteca comunale “Alfonso Ruggiero” la mostra “Le Costituenti nella memoria” organizzata dall’associazione Toponomastica Femminile gruppo casertano in occasione della ricorrenza del 2 giugno 1946 data che segna la nascita della Repubblica Italiana che avvenne a seguito dei risultati del referendum istituzionale di domenica 2 e lunedì 3 giugno 1946, indetto per determinare la forma di stato da dare all’Italia dopo la seconda guerra mondiale.

In quella stessa consultazione nazionale politica i cittadini e le cittadine, a cui era stato appena concesso il diritto di voto il 10 marzo del 1946, elessero anche i componenti dell’Assemblea Costituente, 556 componenti di cui 21 donne.

Per la prima volta in una consultazione nazionale votavano anche le donne: risultarono votanti circa 13 milioni di donne e circa 12 milioni di uomini.

La mostra costituita da pannelli che raccontano i tratti più significativi delle 21 madri costituenti e, attraverso immagini storiche, foto attuali e targhe di vie, piazze e giardini dedicati, in diverse città, rende merito alle protagoniste della neonata Repubblica e al loro impegno ai più alti livelli delle istituzioni.

La mostra sarà visitabile fino al 15 giugno dal lunedì al venerdì dalle 09:00 alle 19:30; il sabto dalle 9 alle 13,30 mentre la domenica è chiusa. L'ingresso è libero.

L’incontro di inaugurazione della mostra, coordinato dalla Referente Provinciale per il gruppo casertano dell’associazione Toponomastica Femminile Nadia Marra, ha visto l’intervento dell’assessora alla cultura del Comune di Caserta Tiziana Petrillo che ha ricordato in particolare la figura di Teresa Noce. Sono seguiti poi gli interventi della Presidente Nazionale di Toponomastica Femminile Maria Pia Ercolini che ha illustrato gli scopi nazionali dell’associazione in particolare ci ha ricordato che i nomi delle strade indicano sempre il meglio che una società vuol manifestare di sé e gli esempi da seguire per diventare membri di eccellenza sottolineando però che l’indice nazionale di femminilizzazione delle strade è di circa l’8% più di 12 strade dedicate a uomini per ogni intitolazione femminile e quindi la necessità di colmare questa mancanza.

Successivamente la Referente Regionale per la Campania di Toponomastica Femminile Giuliana Cacciapuoti ha marcato la necessità di procedere ad intitolazioni femminili anche nella città di Caserta ed in provincia perché vedere un mondo come nominato tutto al maschile mina l’autostima delle donne mentre un’equa distribuzione dei nomi permette di proporre un mondo equo; tante sono state le donne meritevoli di memoria che hanno contribuito a rendere migliore il mondo in cui viviamo.

Intervenuta poi la Presidente della Commissione Pari Opportunità del Comune di Caserta Drusilla De Nicola, commissione nominata nello scorso marzo,

la quale ha espresso la necessità di avere donne in ogni ambito lavorativo e cariche istituzionali. Inoltre, ha ricordato che il Codice Civile a seguito della Riforma del diritto di famiglia del 1975 all’art. 143 bis (Cognome della moglie recita: “ La moglie aggiunge al proprio cognome quello del marito e lo conserva durante lo stato vedovile, fino a che passi a nuove nozze”.

Da questo spunto Nadia Marra ha ricordato del recente stupore durante la appena conclusa consultazione per le votazioni al parlamento europeo dove le donne coniugate che hanno rinnovato la tessera elettorale si sono trovate affiancate al proprio cognome quello del marito e che il Regolamento concernente l’istituzione, le modalità di rilascio, l’aggiornamento ed il rinnovo della tessera elettorale D.P.R. 299 del 2000 al Titolo I (Disposizioni sull’istituzione e l’aggiornamento della tessera elettorale) all’art. 2 (Caratteristiche della tessera elettorale) lettera a) dove sono indicati i contenuti relativi al titolare della tessera elettorale recita che oltre al nome e cognome: “per le donne coniugate il cognome può essere seguito da quello del marito”. Sottolineando quindi la discriminazione che tale aggiunta fa nei confronti delle donne.

Successivamente la stessa Nadia Marra ha illustrato la condizione casertana riguardo la toponomastica femminile; nella città di Caserta il dato riguardo le intitolazioni a donne è: su 1909 solo 38, meno del 4% da cui togliendo sante e madonne sono 21. Pertanto è stato constatato che la città di Caserta è una città dove le donne non hanno ancora una storia riconosciuta e da qui la necessità, da estendere a tutto il territorio  della provincia di Caserta, del recupero della memoria storica di figure femminili; nella convinzione che per costruire una società più giusta, basata su modelli paritari, le nuove generazioni hanno bisogno anche di nuovi e diversificati modelli di riferimento femminili.

E’ seguito poi l’intervento di Marianna Pignata che ha illustrato, anche attraverso la lettura di giornali e passi, il percorso lento e travagliato che ha portato le donne italiane alla conquista del diritto di voto. Ricordando Rita Montessori che nei primi anni del Novecento è tra le protagoniste della battaglia per il diritto al voto e firma un proclama in cui si legge: “Donne sorgete! Il vostro primo dovere in questo momento sociale è di chiedere il voto politico!”.

Infine Nadia Marra ha illustrato i tratti distintivi di alcune delle 21 Madri della Repubblica sottolineando che tutte, seppur diverse per appartenenza geografica, di formazione personale e di appartenenza politica, erano donne che ebbero vite vissute pienamente; concludendo con una frase pronunciata da Giorgio Napolitano, divenuto Presidente della Repubblica nel 2006, nel discorso alle Camere durante il giuramento, il quale ricordò Nilde Iotti con questa frase:

“E ancora, abbiamo da contare – mi si lasci ricordare la splendida figura di Nilde Iotti – sulle formidabili risorse delle energie femminili non mobilitate e non valorizzate né nel lavoro né nella vita pubblica: pregiudizi e chiusure, con l'enorme spreco che ne consegue, ormai non più tollerabili”.

Napolitano recitava questa frase 13 anni fa ed il cammino delle donne per un riconoscimento paritario a tutti i livelli delle istituzioni è ancora lungo e tortuoso.

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