Santa Messa in suffragio di Francesco II di Borbone

San Nicola la Strada - Domenica scorsa, 27 dicembre 2015, con inizio alle ore 18.00, a Napoli, presso la Chiesa di San Ferdinando di Palazzo, si è tenuta una Santa Messa in Rito Romano Antico per Francesco II di Borbone, ultimo Re delle Due...

francesco borbone

Domenica scorsa, 27 dicembre 2015, con inizio alle ore 18.00, a Napoli, presso la Chiesa di San Ferdinando di Palazzo, si è tenuta una Santa Messa in Rito Romano Antico per Francesco II di Borbone, ultimo Re delle Due Sicilie, a cura del Movimento Neoborbonico di Gennaro De Crescenzo, dei delegati del Sacro Militare Ordine Costantiniano di San Giorgio e delle Reali Guardie d’Onore Borboniche. In una Chiesa gremita di moltissimi neoborbonici, anche Fiore Marro, Presidente nazionale del Comitato delle Due Sicilie, associazione di ispirazione neo borbonica, ha partecipato in Piazza Trieste e Trento a Napoli, alla Messa Solenne in suffragio di S.M. Francesco di Borbone, nel 121° anniversario del pio transito e di coloro che immolarono la propria vita in loro nome, chiaro riferimento a quelli che i savoiardi chiamavano “briganti”, ma che altro non erano che “legittimisti” che lottavano contro l’invasione nel Sud d’Italia da parte dei Savoia. Erano presenti: Assunta Cafiero, referente CDS su Napoli, Aldo Clemente, referente CDS Avellino, Gennaro Palumbo a nome della delegazione di Salerno, Giuseppe Simonetta, vicepresidente nazionale della delegazione casertana, Umberto Perlingieri CDS Roma, Antonio Riccio, socio fondatore del Movimento. Il 27 dicembre 1894 l’ultimo sovrano delle Due Sicilie si congeda dalla scena del mondo in punta di piedi, con lo stesso stile sobrio e dignitoso con cui aveva vissuto. Nel suo testamento, Francesco II di Borbone aveva scritto: “Ringrazio tutti coloro che mi hanno fatto del bene, perdono a coloro che mi hanno fatto del male e domando scusa a coloro ai quali ho in qualche modo nuociuto”. “L’ultimo nostro re” – ha affermato Fiore Marro – “è una figura che continua ad affascinare molti tra coloro che si avvicinano alla storia del nostro Regno. Divenuto re a soli 23 anni, quando era ancora un ragazzo giovane, si trovò invischiato in un disegno che congiurava contro il suo casato e contro la stessa cultura che aveva fatto fiorire per secoli il Regno delle Due Sicilie. Dopo essere uscito con grande dignità dal palcoscenico politico di quegli anni, e senza portare con sé nulla delle ricchezze di famiglia, se non quel poco che bastava a ripagare i cittadini di Gaeta per i danni e le perdite subiti durante l’assedio, si ritira a vita privata e muore in un piccolo e anonimo paesino. Si è trattato” – ha concluso il presidente del movimento di ispirazione borbonica – “ed è la riprova che il Re ed il Regno delle Due Sicilie, nonostante il sopruso e la violenza subita, vive e palpita ancora sotto una miriade di cuori duosiciliani”. Nello stesso momento in cui si svolgeva la Messa a Napoli, anche a Scoppito, in provincia di L’Aquila, la referente CDS Anna Cinzia Mattei ha partecipato ad una analoga manifestazione religiosa dedicata all’ultimo Sovrano delle Due Sicilie, ricordando le nobili gesta della sua vita terrena.

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