"Il prete ebreo", la presentazione del romanzo con Nogaro

Un flusso di coscienza che travolge il lettore, lo scaraventa nei tormenti della Seconda guerra mondiale, lo rigetta nel turbinio di sentimenti che scuote Simone, circonciso alla nascita, abbandonato dalla madre naturale, adottato, costretto a farsi prete, poi frate per scelta, quindi amante avvinto, infine vecchio riconciliato con se stesso, con il mondo e il suo tempo. È come un giro sulle montagne russe la lettura del romanzo “Il prete ebreo” della poetessa e scrittrice Mariastella Eisenberg, edito da Edizioni Spartaco, tanto intenso nell'evolversi della trama quanto delicato nello spiegamento di lacerazioni, emozioni, affetti. Dal 6 dicembre 2018 in tutte le librerie d'Italia. La prima presentazione si tiene domani, venerdì 7 dicembre, alle ore 18, nella Libreria Feltrinelli in corso Trieste a Caserta. Dopo i saluti del sindaco Carlo Marino e di Nicola Di Monaco per Edizioni Spartaco, il vescovo emerito di Caserta Raffaele Nogaro dialoga con l’autrice. Ingresso libero.

Il libro

Simone, nato in Romania all’inizio del Novecento da una giovane ebrea di buona famiglia, viene abbandonato nell’orfanotrofio di un monastero ortodosso. A Lione, ancora bambino, scopre di essere stato adottato; nonostante la circoncisione, viene battezzato e mandato in seminario, dove resterà fino all’ordinazione sacerdotale. Ormai parroco, conosce da vicino le atrocità della Seconda guerra mondiale e si fa partigiano. Il confronto con l’umile fra Giacinto lo spinge a lasciare il clero secolare per diventare frate. Va a Roma, s’immerge nello studio nel tentativo di trovare tracce della misteriosa Bibbia di Lione, in odore di eresia: inconsapevolmente è alla ricerca di se stesso. L’incontro con Joséphine, figlia biologica dei genitori adottivi, fa esplodere nei due un’intesa insperata: Simone non è più solo. La donna però è sposata e madre, deve ritornare in Canada dove si era rifugiata per scampare all’odio nazista, perciò dovranno separarsi. A quel punto Simone decide di partire per Israele. Ormai anziano, finalmente conoscerà le sue origini e deciderà di affidare la sua storia all’unica parente rimastagli, la nipote Miriam. La narrazione, fatta in prima persona, prende il lettore e lo trascina con forza nel mondo intimo del «prete ebreo»: una confessione che esplora l’animo umano, scavando nel profondo di istinti infimi e dei sentimenti più nobili. La ricerca costante, affannosa, disperata, della propria identità è il tema portante del romanzo; il sentirsi inadeguato, fuori luogo, non all’altezza dei canoni dettati dalla società è lo stato che fa del protagonista una persona reale e così simile, pur nel racconto di una vicenda straordinaria, a tanta gente comune.

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