Polansky alla biblioteca comunale "Andrisani"

Marcianise ospita il poeta americano Paul Polansky, personaggio leggendario per il suo impegno a difesa dei diritti umani delle popolazioni Rom in Europa. L’evento, che si terrà giovedì prossimo (21 febbraio ’19), alle ore 17.30, presso la Biblioteca Comunale “G. Andrisani” (in Via A. Vespucci, 7), vedrà il coinvolgimento attivo della cittadinanza e in particolare delle scuole e delle istituzioni culturali marcianisane.

L'iniziativa è promossa dall’Amministrazione comunale in collaborazione con la “Casa della Poesia” di Baronissi con la quale il comune di Marcianise ha stipulato un protocollo d’intesa al fine di ideare e organizzare una programmazione culturale di livello internazionale che consenta di ospitare e incontrare periodicamente nella città casertana prestigiosi autori provenienti da diverse parti del mondo. Intenso e articolato il programma della serata coordinata dall’assessore alla cultura Elpidio Iorio. Dopo i saluti e l’introduzione del sindaco Antonello Velardi, intervengono Sergio Iagulli e Raffaella Marzano, direttori di Casa della Poesia, e Daniela Borrelli, docente e scrittrice. Polansky, per suo espresso desiderio, dialogherà con i giovani e gli allievi delle scuole di Marcianise che avranno la fortuna di confrontarsi con un combattente, un uomo coraggioso, uno straordinario protagonista del nostro tempo apprezzato nel mondo per le sue qualità umane e letterarie, definito “voce dei senza voce” per aver dato parola e visibilità a coloro che vivono nell’ombra, i poveri, gli emarginati, gli ultimi. Polansky è un romanziere, un poeta, un antropologo, un documentarista, un fotografo.

Ma resta soprattutto un combattente. Molte delle sue opere poetiche descrivono le atrocità commesse da cechi, slovacchi, albanesi ed altri contro i Rom. Ha anche svolto studi accurati sui campi di concentramento nazisti nei quali venivano trucidate, insieme a quelle ebraiche, intere comunità Rom. La sua è una poesia che scuote, denuncia e tenta di svegliare le coscienze. Una sorta di pugno in faccia contro chi emargina i rom. Dentro i suoi versi ci sono le voci, le storie di questo popolo, le loro credenze, le tradizioni, l’emarginazione, il dolore. Ma anche la dignità, l’allegria, le leggende. Straordinario interprete di quella poesia civile che insiste sulle relazioni tra parola e azione, tra versi e realtà, impiegando comunque le forme e i linguaggi propri della poesia: musica, bellezza, incanto, forza espressiva e intensità del dire. Paul ha trascorso oltre 20 anni della sua vita tra Rom e Sinti, raccogliendo più di 400 testimonianze orali in 19 paesi che sono state racchiuse in tre grossi volumi di storia orale (1549 pagine), un’opera unica nel suo genere, veramente senza precedenti.

E’ nota infatti la riluttanza da parte dei Rom a rivelare i propri segreti ai Gadjo, ovvero ai non gitani. Ostacolo aggirato da Polansky grazie alla fiducia e al rispetto che queste popolazioni ripongono in lui. Ha fondato e diretto diverse organizzazioni umanitarie e coordinato progetti di aiuto e salvaguardia di queste popolazioni nel Kosovo e in Serbia per conto delle Nazioni Unite, della Society for Threatened Peoples, della Voice of Roma. Nel 2004 è stato insignito del prestigioso Weimar Human Rights Award, consegnatogli dal Nobel Günter Grass.

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