Fellini Oniricon

(Roma) La Festa Internazionale del cinema di Roma alla sua seconda edizione, si chiude oggi con un bilancio molto positivo. Oltre alla notevole presenza di star, registi, la seconda edizione si è caratterizzata anche per l’interessante presenza di...

(Roma) La Festa Internazionale del cinema di Roma alla sua seconda edizione, si chiude oggi con un bilancio molto positivo. Oltre alla notevole presenza di star, registi, la seconda edizione si è caratterizzata anche per l’interessante presenza di eventi e mostre. In particolare la mostra dedicata al regista Federico Fellini, “Fellini Oniricon”, dal 18 ottobre al 7 novembre, una raccolta di cento disegni tratti dal Libro dei sogni, edito da Rizzoli. La raccolta di disegni, schizzi, colori, appunti, tutto avvolto da una dimensione onirica molto partecipata e vissuta, ma che allo stesso tempo diventa realistica, quotidiana, quando rappresenta i personaggi della realtà politica, sociale, cinematografica e anche personale della vita del regista. Su consiglio dell’analista Ernst Bernhard, Fellini annotava tutti i suoi sogni, per rappresentare i turbamenti, le ansie, i sentimenti che caratterizzano l’animo sensibile di un uomo, che ha vissuto con grande intensità la realtà che lo circondava e in cui realizzava i suoi film. Le varie sezioni della mostra rappresentano tutti gli aspetti importanti della sua vita, sia come regista che come uomo, dagli autoritratti, la consapevolezza di una forte dimensione autocritica e intimista, all’amore per la sua terra Rimini, e alla dimensione determinante anche della sfera onirica; il cinema. Tutti i personaggi dei suoi film, le vicende, sognate e poi rappresentate. La sfera personale e privata della vita del regista emerge nella Mostra in particolare nella rappresentazione dell’amore nella vita del regista, ovvero il suo rapporto con Giulietta. A questa segue il suo rapporto con le donne, tutte rappresentate in maniera prosperosa, esuberante, eccessiva, da Sandra Milo ad Anita Ekberg. La mostra curata da Tullio Kezich e Vittorio Boarini, mette in scena in maniera esemplare la vita del regista, gli amori, le passioni, ogni sfera della sua vita personale rappresentata attraverso il potere evasivo dei sogni. La realtà e il sogno diventano due dimensioni parallele, che si incrociano, si contaminano, diventando emblema della vita di un regista che è riuscito a rappresentare il volto concreto del nostro paese, dando sempre la possibilità allo spettatore di unire alla consapevolezza, l’opportunità di perdersi nelle infinite dimensioni del sogno.

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