Napoli e New York sulla canzone napoletana

Napoli - Più volte le strade della canzone napoletana e della musica americana si sono incrociate, come ha cercato di raccontare anche recentemente nelle sue mostre l’Archivio sonoro della canzone napoletana e come cercherà di raccontare il 3...

Più volte le strade della canzone napoletana e della musica americana si sono incrociate, come ha cercato di raccontare anche recentemente nelle sue mostre l’Archivio sonoro della canzone napoletana e come cercherà di raccontare il 3 settembre in occasione di un convegno promosso nell’ambito delle iniziative della festa della Piedigrotta, organizzata a Napoli dall’1 al 12 settembre dall’Ente provinciale del turismo di Napoli per conto dell’assessorato al turismo della Regione Campania, della Provincia e del Comune di Napoli.
Da quando i nostri emigranti salpavano sui bastimenti, portandosi tra i pochi bagagli anche le melodie partenopee, all’arrivo questa volta delle truppe americane in Italia, con le loro musiche che avrebbero profondamente influenzato la produzione napoletana fino a tutti gli anni cinquanta. E l’interscambio musicale continuò sempre molto attivo: negli anni sessanta quando furono gli statunitensi (d’origine italiana, come Frank Sinatra, Dean Martin, Perry Como o Connie Francis, e non, come Elvis Presley & co.) a riscoprire e rigenerare i classici napoletani ma ancora oggi con tanti artisti e gruppi interpreti del newpolitan sound.
Questo legame culturale ha recentemente coinvolto anche gli studiosi di musica con risultati sorprendenti.
Immaginavate che un antropologo docente della State University di New York studiasse per cinque anni il fenomeno dei neomelodici, tanto bistrattato qui da noi? E come non sorprendersi di un musicologo della Newcastle University che scrive all’Archivio per una ricerca sulle canzoni di voce da Era de maggio a Lazzari felici? O di una regista che va a New York a girare un film sulla chiusura dello storico negozio di Mulberry street che vendeva canzoni napoletane?
Sono l’ennesima riprova che oggi la canzone napoletana è sicuramente più oggetto d’interesse all’estero che in Italia, forse anche nella stessa Napoli. Ed è anche una lezione che, prima degli altri, l’Archivio non vuol lasciarsi sfuggire. Vuole anzi amplificarla dedicandole una giornata di lavori fatta di “faccia a faccia” tra studiosi napoletani di chiara fama ed ottimi rappresentanti di questa nuova attenzione alla canzone napoletana.
Nella mattinata, dopo l’introduzione di Paquito Del Bosco, il confronto Federico Vacalebre – Jason Pine sui neomelodici. Seguirà la proiezione di Closing time – storia di un negozio, vincitore dell’Atlanta film festival e del Big Apple film festival di New York, con il commento di un profondo conoscitore delle Little Italy come Francesco Durante e l’intervento della regista del film.
Nel pomeriggio s’inizia con il racconto della sceneggiata a Napoli affidato a Pietro Gargano, contrapposto a quella sul versante nordamericano, raccolto da Giuliana Muscio, docente di Padova ed esperta delle cineteche d’oltre oceano, che ha recentemente pubblicato Piccole Italie, grandi schermi. Quindi la visione dei primi materiali cinematografici e televisivi recuperati nelle Teche della RAI di Milano. L’ultimo “duello”, sul tema della nostalgia, vedrà di fronte Salvatore Palomba e Goffredo Plastino, della Newcastle University.
Le considerazioni finali saranno affidate a Goffredo Fofi.
Appuntamento a lunedì 3 settembre, a partire dalle 10.00, nei locali adiacenti al Salone Margherita.
L'Archivio sonoro della canzone napoletana è un'iniziativa di RadioRai, realizzata con la collaborazione della Regione Campania, la Provincia ed il Comune di Napoli che si propone di raccogliere, documentare, digitalizzare e mettere a disposizione del pubblico ogni riproduzione musicale del repertorio canoro partenopeo.

Per saperne di più:
e-mail canzonenapoletana@rai.it, segreteria telefonica 081/7251312 www.canzonenapoletana.rai.it,www.canzonenapoletana.eu.

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