Marina Confalone presenta 'Madama Quatte Solde'

Santa Maria Capua Vetere - Mercoledì 17 e giovedì 18 gennaio ore 21.00 al Teatro Garibaldi di Santa Maria Capua Vetere, Marina Confalone Presenta Madama Quatte Solde di Gaetano di Di Maio e Nino Masiello Con Nando PaoneGianni Ferreri per la...

Mercoledì 17 e giovedì 18 gennaio ore 21.00 al Teatro Garibaldi di Santa Maria Capua Vetere, Marina Confalone Presenta Madama Quatte Solde di Gaetano di Di Maio e Nino Masiello Con Nando PaoneGianni Ferreri per la regia Gianfelice Imparato.

Quando mi arrivò, tempo fa, la proposta di allestire questo testo, rimasi un po' perplesso. Credevo che facesse parte di un repertorio legato indissolubitmente ad un teatro, il Sannazzaro; ad una grande attrice, Luisa Conte; ad un periodo, gli anni settanta. leggendolo, invece, ho scoperto che nella sua struttura e nelle sue battute ci sono tutti gli ingredienti per una farsa senza era e senza vincoli. Il teatro a Napoli si è retto sempre, altre che sui grandi ed indiscussi nomi, su una folta schiera di nobilissimi artigiani che, con lo loro sapienza, hanno saputo tener viva la tradizione della commedia napoletana con i suoi eterni quanto infallibili meccanismi. Uno di questi nobili artigiani era sicuramente Gaetano Di Maio, autore di tante commedie tra cui questa "Madama quatte solde" scritta con la collaborazione di Nino Masiello. Per lo compagnia, intorno alla protagonista, mi è piaciuto riunire attrici e attori con percorsi professionali anche diversi ma tutti con la voglia di cimentarsi con questo pezzo del repertorio tradizionale. Attrici e attori che, nonostante la loro lunga storia professionale, hanno accettato di ricoprire anche ruoli minori per il piacere di disegnare gustosi caratteri all'interno di un meccanismo festoso. Curare la regia per questo "gruppone" dì amici è stata un'esperienza di assoluto divertimento. E nella regia ho tenuto conto soprattutto, nel pur variegato panorama di storie professionali, di non tradire lo spirito della farsa e la sua leggerezza. La leggerezza, non intesa come superficialità, credo che sia la condizione indispensabile per trattare le farsa. Il pericolo di scivolare nel greve è sempre in agguato e bisogna star bene attenti a non indulgere, per ottenere semmai una risata in più, alla battuta facile che però tradisce il personaggio o lo storia. Anche la farsa si regge su una storia e i suoi personaggi hanno una loro dignita che non va tradita Insomma, farsa sì, ma con garbo. Ecco, in un periodo come questo in cui la volgarità in teatro, e non solo, impera, far ridere con garbo credo che sia un buon obiettivo.

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