Precari nella sanità, le priorità del Mopass per applicare rapidamente il decreto Madia

Il movimento ha riunito sindacati e istituzioni per discutere del precariato in Campania

Venerdì 16 febbraio il MoPASS, Movimento dei precari atipici e subordinati della sanità campana, ha tenuto un convegno dal titolo “Decreto Madia: la cura del precariato in Sanità” presso il Grand Hotel Vanvitelli in viale Carlo III, a Caserta.

Sala gremita con la partecipazione di rappresentanti di varie Istituzioni (Ordine dei Medici, degli Psicologi, IPASVI, ENPAP), di diversi esponenti di spicco di varie sigle sindacali volti noti della politica, vari giornalisti, ma soprattutto tanti precari. Questo delicato confronto è avvenuto dopo soli tre giorni dalla firma dell’accordo Regione/Sindacati che vede l’impegno a definire linee guida regionali, sulla scorta della normativa vigente, facendo riferimento per la prima volta al Decreto Madia, ed alle integrazioni ed esplicazioni contenute nella Circolare Madia del 23 novembre 2017 e del comma 813 dell’art. 1 della Legge Finanziaria 2018, al fine di stabilizzare tutti i precari aventi diritto attualmente presenti in sanità.

Tenendo conto di “questa tempistica”, si potrebbe pensare che il “tono” del convegno sia stato sommesso e tutto sommato la rilevanza dello stesso sia risultata notevolmente ridimensionata rispetto alle aspettative. In realtà così non è stato, e la discussione si è presentata sin da subito “accesa”. Si è sottolineato infatti come nonostante il passo in avanti, i nodi da sciogliere siano ancora tanti in un tempo ristretto. Data per scontata ormai la volontà della Regione a procedere alla seconda fase del processo di stabilizzazione seguendo la normativa più recente (invocata da tutti i precari), si è puntata l’attenzione sulla “sostenibilità economica del processo”.

Nel frattempo infatti, in Campania procedono decine di concorsi, mobilità, riapertura ed utilizzo di graduatorie vecchissime, utilizzo di graduatorie di altre aziende, che permettono centinaia di nuove assunzioni che vanno ad incidere sulle risorse economiche, prima che effettivamente sia stato fatto un “computo preciso delle stesse e ne sia stata fissata la quota dedicata alla stabilizzazione dei precari”.

Il Decreto Madia permette invece di bypassare il problema ed attuare le procedure di stabilizzazione senza aver approvato il fabbisogno triennale del personale, se si sigla un accordo interno azienda/sindacati entro il 30/03/2018.

“Auspichiamo – spiegano dal MoPASS - al fine di rendere efficaci i contenuti del Decreto Madia che vengano sospese le procedure di mobilità ed i concorsi attivi in attesa della definizione di linee guida di indirizzo come indicato dalla norma. Altro punto spinoso venuto fuori dal confronto è stata l’autonomia aziendale che pone non pochi dubbi sulla realizzabilità di una stabilizzazione “omogenea su tutto il territorio regionale”. Il MoPASS in definitiva, facendosi portavoce del timore di un migliaio di precari, ritenendo ciò che è stato fatto un grande passo verso la risoluzione definitiva del precariato in sanità, facendo riferimento al tavolo di contrattazione Regione/Sindacati che avrà il delicato compito di “tradurre in normativa regionale” ciò che è stato annunciato, ha invocato sostanzialmente, prendendo anche ad esempio ciò che hanno già deliberato altre Regioni in Italia (Lazio, Calabria, Sicilia, Abruzzo, Molise ed altre): controllo e vigilanza decisa della Regione sull’operato delle singole Aziende per avere un processo “omogeneo su tutto il territorio regionale”; tempi rapidi di “deliberazione” entro il 30/03/2018 come indicato dal Decreto Madia”.

Un processo, quindi quello della stabilizzazione dei precari della sanità, che da quanto è venuto fuori dal convegno, è finalmente partito, ma che non sarà scevro da problemi spinosi per la cui risoluzione sarà fondamentale un dialogo rapido e continuo fra Istituzioni Regionali e Sindacati.

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