Al Duel la Liberazione con il docufilm "Terra Bruciata"

Una storia inedita, un piccolo gioiellino cinematografico, una testimonianza necessaria. Tutto questo è 'Terra Bruciata - Il laboratorio italiano della ferocia nazista', il docufilm del regista casertano Luca Gianfrancesco, presentato questa mattina alla stampa al Duel Village, che verrà proiettato al pubblico e alle autorità nella sala di via Borsellino mercoledì 25 aprile alle ore 20 in occasione della Festa di Liberazione.

Per l'occasione saranno presenti, tra gli altri, gli attori Lucianna De Falco ('Ammore e Malavita', 'La finestra di fronte', 'La Parrucchiera' ), Arturo Sepe ('Gomorra - La serie', 'Squadra antimafia', 'Distretto di Polizia'), Paola Lavini ('Anime nere', 'Una donna per la vita', 'Il figlio più piccolo', 'Il regista di matrimoni') e Mino Sferra ('La Piovra 7', 'Il Barbiere di Rio', 'Il Giudice istruttore'). In sala anche alcuni degli storici che hanno collaborato alla realizzazione dell'opera: Giuseppe Angelone, Gianni Cerchia, Felicio Corvese e soprattutto una delle testimoni ancora viventi degli episodi raccontati nel film, Graziella Di Gasparro, oggi 84enne, figlia di una delle vittime della strage di Conca della Campania.

"Terra Bruciata - spiega il regista - nasce dall'esigenza di raccontare una storia vera sfuggita ai radar della Grande Storia e per troppo tempo rimossa dalla memoria collettiva del Paese e al contempo per rendere giustizia agli ultimi superstiti di una vicenda di oltre 70 anni fa che testimonia la genesi della Resistenza in Campania".

Il film, una produzione indipendente e low budget, sarà presente in 30 sale in tutta Italia. Mercoledì 25 aprile, subito dopo la proiezione, regista e cast terranno un dibattito in sala per approfondire e raccontare la resistenza dei casertani alle stragi nazifasciste. Alla conferenza stampa di ieri mattina presenti anche il sindaco di San Pietro Infine, Mariano Fuoco, l'ex sindaco Giuseppe Vecchiarino, rappresentanti dell'Anpi (Associazione nazionale partigiani d'Italia), dell'Unpli (Unione delle pro loco), della Reggia vanvitelliana e dell'Archivio di Stato.

Il film rappresenta un documento unico nel suo genere e ricco di testimonianze storiche che porta, per la prima volta, sul grande schermo una verità a lungo ignorata - persino dai libri di testo - su alcuni episodi di inaudita violenza perpetrata in Terra di Lavoro dai soldati del Terzo Reich e che al contempo fa emergere il coraggio, il senso civico e la presa di coscienza di una comunità, quella della provincia di Caserta, che seppe in numerose occasioni tenere testa alle truppe nemiche e ribellarsi alla violenza. Una memoria avvincente e commossa che apre una nuova pagina del racconto della Resistenza e della ferocia nazista in Italia.

La storia prende le mosse dalla mattina del 1° novembre 1943, a Conca della Campania, un minuscolo borgo della provincia di Caserta, 19 civili vengono trucidati da una pattuglia di militari tedeschi. Graziella Di Gasparro, figlia di uno dei caduti, lotta da anni per tener viva la memoria di quell’eccidio dimenticato. L’assassinio del padre di Graziella fu il terribile epilogo della brutale occupazione del territorio che l’esercito tedesco mise in essere in tutta la Campania centro-settentrionale, a partire dall’8 settembre, data dell’armistizio. Il casertano - primo territorio italiano ad essere dichiarato “Zona di Operazioni” – dovette sperimentare la devastante onda d’urto delle leggi di guerra germaniche che si accanirono contro la popolazione civile. L’esautorazione delle istituzioni, le razzie dei beni di consumo, il rastrellamento e la deportazione degli uomini abili verso i campi di lavoro in Germania - furono circa 21.000 - la devastazione degli impianti produttivi e delle abitazioni civili sono le condizioni nelle quali maturarono le ragioni che diedero vita alle prime azioni di resistenza organizzate dai civili in Italia. Dopo le Quattro Giornate di Napoli, a Riardo, un piccolo centro a pochi chilometri da Capua, una banda Partigiana riesce a scacciare con le armi i tedeschi dalla cittadina. Mentre le istituzioni e gli abitanti di Tora e Piccilli, con il silenzio, salvano una cinquantina di ebrei dalla deportazione. È proprio in risposta a questa insubordinazione, ormai diffusa sul tutto il territorio, che i comandi tedeschi danno libero sfogo a un inedito campionario di violenze contro la popolazione civile, il primo laboratorio di future violenze che devasteranno il paese. Da qui nasceranno anche alcune delle prime forme di resistenza, ribellione e solidarietà, segni del nostro ‘Secondo Risorgimento’, da cui nascerà l’Italia democratica. La lotta di Graziella di Gasparro, dopo oltre 70 anni dalla strage di Conca, può trovare oggi il suo giusto riconoscimento

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