L'emergenza coronavirus non ferma i produttori del tabacco

La British American Tobacco resta in Italia e incrementa la sua richiesta di tabacco greggio agli agricoltori italiani. Terra di Lavoro al primo posto in Campania per produzione nel 2019

Arrivano notizie positive per la tabacchicoltura nonostante l'emergenza coronavirus

L'emergenza coronavirus non ferma la coltivazione del tabacco in Campania, dove secondo i dati di Agea relativi al 2019 la provincia di Caserta figura al primo posto della classifica regionale (con oltre 11mila tonnellate prodotte, circa 2000 ettari investiti e ben 574 produttori) davanti alle province di Benevento (con circa 5mila tonnellate prodotte, 1200 ettari investiti e 543 produttori), Napoli (con 1126 tonnellate prodotte, 190 ettari investiti e 51 produttori), Avellino (con 723 tonnellate prodotte, 166 ettari investiti e 125 produttori) e Salerno (con 130 tonnellate prodotte, 23 ettari investiti e 28 produttori).

“In un momento nel quale i motivi di incertezza sono tanti, la notizia che British American Tobacco resti in Italia e che decida di incrementare la sua richiesta di tabacco greggio agli agricoltori italiani è sicuramente un segnale positivo per il mondo agricolo della nostra regione", afferma Fabrizio Marzano, presidente di Confagricoltura Campania, commentando l’annuncia dato dalla BAT Italia oggi, che ha deciso di ordinare ai tabacchicoltori del Paese 4500 tonnellate di tabacco strips di alta qualità, equivalente a circa 7000 tonnellate di prodotto green.

dati tabacchicoltura campania-2

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“Si tratta di una dichiarazione responsabile e quanto mai tempestiva, da tempo auspicata da Confagricoltura Campania – sottolinea Marzano, che aggiunge - l’investimento annunciato fornirà di certo un nuovo impulso alla filiera del tabacco campano, che si distingue nell’ambito del sistema agricolo nazionale per il notevole impiego di manodopera da parte dei suoi 1321 imprenditori”. Ancora oggi in Campania, nonostante la fine del regime dei premi comunitari, sono presenti 1321 tabacchicoltori, che solo nel 2019 hanno investito in questa coltura industriale sull’intero territorio regionale su 3521 ettari, con una produzione di oltre 18mila tonnellate, circa il 32% del tabacco greggio portato in lavorazione in Italia.

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