Saldi, acquisti in aumento del 5%: partecipazione in calo, ma si spende di più

La corsa agli sconti rimane un evento legato soprattutto ai negozi fisici, scelti dai consumatori 8 volte su 10

I saldi invernali di quest'anno, iniziati alla vigilia dell'Epifania (4 gennaio) hanno entusiasmato e non poco gli animi dei avventori: a Caserta e provincia sono meno i consumatori che ricorrono ai saldi, ma spendono di più. La corsa ai negozi e ai grandi centri commerciali per gli sconti ha registrato infatti una lieve riduzione dell'appeal che ha visto la partecipazione del 48% dei clienti, 4% in meno rispetto ai saldi invernali del 2019. In aumento invece del 5% gli acquisti

Secondo l'indagine Confesercenti-Swg, la spesa media dei consumatori si attesta sui 168 euro nascondendo una forte polarizzazione: il 43% acquista per meno di 100 euro, mentre il 47% spende tra il 100 ed i 300. Solo il 6% ha previsto fino ad oggi una spesa tra i 300 ed i 500 euro, mentre il 4% più di 500 euro. 

Quest’anno, in cima ai desideri dei residenti in Terra di Lavoro ci sono le scarpe: la spesa prevista dal 47% di chi ha già deciso di comprare. Seguono prodotti di maglieria (45%), capispalla (27%), capi di camiceria (26%), magliette e intimo (entrambi al 22%). Ma c’è anche un 15% in cerca di borse ed un 12% di altri accessori, dalle sciarpe alle cinture.

Interessante anche il dato relativo alle preferenze dei consumatori riguardo ai luoghi e alle modalità in cui spendere. Nonostante la crescente concorrenza del web, i saldi rimangono un evento legato soprattutto ai negozi fisici, scelti dai consumatori 8 volte su 10: il 33% degli acquisti dei saldi sta avvenendo oltre che nelle grandi catene o presso i negozi brandizzati, seguiti da vicino dai negozi indipendenti, a cui si rivolge oggi il 28% dei clienti. Solo il 17%, invece, cercherà l’affare scontato sul web.

"Sul risultato pesa, in primo luogo, un meteo invernale altalenante - spiega il presidente di Confesercenti provinciale di Caserta, Salvatore Petrella, tracciando un bilancio del primo mese - Ma anche la concorrenza all’evento saldi da parte della bulimia di promozioni prenatalizie e natalizie cui sono stati sottoposti i consumatori, a partire proprio da un Black Friday particolarmente ravvicinato, a meno di un mese dal Natale".

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"Per tale motivo si prevede che tra la fine di questo mese e l’inizio del mese di febbraio ci sia un incremento delle vendite - continua Petrella - Relativamente ai saldi, la richiesta comune e condivisa di Confesercenti è quella di rivedere le date delle vendite di fine stagione, sia invernali che estive. Per questo, al livello nazionale, la federazione di settore Fismo ha inviato una lettera alle Regioni e alla Conferenza Stato-Regioni per trovare una soluzione che vada in questa direzione".

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