"Ministro, non ci abbandoni". La lettera accorata dei dipendenti Jabil

L'azienda ha confermato i 350 licenziamenti. "Servono garanzie per il piano"

"Ministro, non ci abbandoni". I 700 dipendenti della Jabil di Marcianise lanciano il nuovo appello al titolare del dicastero per il Sud dopo che l'azienda ha confermato, nell'ultimo tavolo a Confindustria coi sindacati, la volontà di effettuare 350 licenziamenti non potendo più garantire il futuro dell'azienda così com'è. "Ci rivolgiamo a lei, ministro Provenzano, che insieme al segretario del Pd Nicola Zingaretti è stato in visita da noi a luglio, nel momento più caldo della nostra vertenza: faccia si che le promesse di quel giorno, di quell'incontro diventino realtà. Abbiamo bisogno di interventi  ministeriali e governativi per gestire soluzioni alternative ai 350 licenziamenti già annunciati. Il management Jabil nei diversi incontri istituzionali, non per ultimo in quello presso Confindustria Caserta, ha presentato un piano di "reindustrializzazione" presso altre realtà lavorative. Le garantiamo che siamo pronti a rimboccarci le maniche e a ricominciare da zero ma abbiamo bisogno di garanzie, interventi e aiuti concreti per gestire il transitorio. Garanzie e aiuti che solo le Istituzioni possono darci. Dovrebbe essere chiaro ormai a tutti che se il Sud sprofonda, tutta l’Italia affonda e che il futuro del Mezzogiorno deve essere la capacità di reagire e combattere la continua desertificazione e delocalizzazione con investimenti mirati. Chi più di lei con il ruolo di Ministro per il Sud puo' aiutarci, lei che ha sempre avuto a cuore il Mezzogiorno, lei che quando ha appreso la notizia della nomina a Ministro ha dichiarato di aver accettato l'incarico perché il Sud è il cuore della questione italiana ed europea, ma può esserne anche la soluzione. Ministro contribuisca a dare una svolta alla nostra vertenza, contribuisca alla messa in sicurezza di 700 famiglie del suo amato Mezzogiorno".
 

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