Jabil, l'incubo licenziamenti è dietro l'angolo. "Lasciati soli, serve intervento istituzionale"

I dipendenti lanciano un nuovo appello: in 350 rischiano di ritrovarsi senza lavoro

"Non lasciateci soli". E' l'appello che arriva dai 700 dipendenti della Jabil di Marcianise che sono ancora in attesa di conoscere quale sarà il proprio futuro dopo che l'azienda ha annunciato che la metà della forza lavoro dovrà lasciare lo stabilimento casertano. "È dallo scorso 24 giugno, da quando è stata aperta la procedura di mobilità per 350 lavoratori che siamo in attesa di interventi ministeriali e governativi atti ad individuare soluzioni alternative agli annunciati licenziamenti" si legge in una lettera dei dipendenti che lamentano una sorta di abbandono dopo che "nei giorni caldi della vertenza, diversi rappresentanti politici di ogni ordine e grado, chi già al Governo, chi all'opposizione, chi in attesa di governare ci hanno garantito il loro appoggio e solidarietà".

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Ma ad oggi il futuro è ancora molto nebuloso. "Il Sud è rappresentato anche da 700 famiglie della provincia di Caserta che chiedono a tutte le forze politiche, alla Regione Campania, al Governo, di ripartire da Marcianise  rivendicando la centralità del lavoro. La Provincia di Caserta, Marcianise, la Jabil hanno bisogno di dare voce a una parte importante della nostra Regione che da troppo tempo subisce un processo lento e lungo di deindustrializzazione. 700 famiglie di Marcianise non possono e non devono essere lasciate sole. Basta parole, c'è necessità di interventi istituzionali concreti ma soprattutto da tenersi in tempi celeri atti a gestire soluzioni alternative ai 350 licenziamenti".
 

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