Jabil, fumata nera al Ministero. L’azienda conferma i licenziamenti

Nessun passo indietro: 350 dipendenti dello stabilimento a rischio

L'incontro per la Jabil al Ministero per lo Sviluppo Economico

Una chiusura totale, senza neanche dare la possibilità di uno spiraglio. La Jabil, al tavolo convocato al Ministero dello Sviluppi Economico, ha confermato la procedura di licenziamento avviata per i 350 dipendenti dello stabilimento di Marcianise.

La multinazionale americana ha incontrato i rappresentanti del governo ed i sindacati (erano presenti anche il sindaco Antonello Velardi, la vice Angela Letizia ed il consigliere comunale Giovanbattista Valentino a Roma) ma non ha voluto sentir ragioni.

Il tavolo si è chiuso con un nuovo incontro da stabilire nei prossimi giorni. La vertenza si fa drammatica. I sindacati hanno già annunciato nuove assemblee, scioperi, iniziative di sensibilizzazione della politica e della opinione pubblica. 

Ai dipendenti, oggi, è stato negato di arrivare nei pressi del Ministero. "E' vergognoso - ha dichiarato l'ex deputata Pd Camilla Sgambato - il trattamento riservato dal governo ai lavoratori Jabil, che si stavano recando al MISE per protestare contro gli annunciati licenziamenti da parte dell’azienda. La Questura ha fermato i lavoratori a Piazza della Repubblica, impedendogli l’arrivo al Ministero. Saremo vicini con forza e sincera solidarietà a tutte queste persone che sono colpite dall’ ennesima crisi industriale e che, secondo questo governo, non meritano nemmeno di essere ascoltate con rispetto".

"La riunione - ha spiegato il sindaco Velardi - presieduta dal vice capo gabinetto del ministro, Giorgio Sorial, è stata animata. Il ministro Luigi Di Maio non si è fatto vedere. I sindacati hanno invocato una giusta e doverosa apertura dell'azienda e cosi ha fatto anche il rappresentante del governo. L'assessore regionale campana Sonia Palmeri è stata dura, per parte mia sono stato durissimo. Non le ho mandate a dire: i licenziamenti devono essere immediatamente ritirati, poi si discute. Marcianise non può subire l'ennesima operazione di macelleria sociale. A Roma c'erano centinaia di lavoratori Jabil, partiti con sei bus da Marcianise. Ho protestato vivacemente con il vice capo di gabinetto perché la folta delegazione di Marcianise è stata bloccata in piazza della Repubblica per motivi di ordine pubblico e non è stata fatta arrivare sotto il ministero. Operai trattati come gli ultimi appestati".

Ed ha aggiunto: "Ora comincia una grande, straordinaria mobilitazione. Senza risparmio di energie. Spero che la città ci sia vicino e che i politici facciano la loro parte. Mai come in questo momento non abbiamo bisogno né dei latitanti né dei filosofi della tastiera, i campioni del dire molto e del fare poco. Noi come amministrazione ci siamo e ci saremo".

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