Crisi Jabil, nuovo muro contro muro tra azienda e sindacati

Le due parti ancora distanti sulle soluzioni per scongiurare i 350 licenziamenti nel sito di Marcianise

Un muro contro muro che rischia di far saltare ogni possibilità di accordo tra le parti. È il risultato dell’incontro tenutosi venerdì presso la sede di Confindustria Caserta tra la direzione aziendale e i sindacati.

Sul tavolo c’era il confronto sulla vertenza della multinazionale americana, che nel giugno scorso aveva annunciato la volontà di licenziare 350 dipendenti del sito di Marcianise su un totale di 706 unità in servizio. Da allora è partita un'accesa vertenza che ha portato ad uno sciopero dei lavoratori durato dal 24 giugno allo scorso 18 luglio. Intanto la procedura di licenziamento è partita, ma l'azienda americana, dopo un primo muro contro muro, ribadito peraltro anche nell'unico incontro tenuto al Mise, ha poi ammorbidito la sua posizione, aprendo al confronto.

I sindacati hanno ribadito nel vertice di venerdì che, al fine di scongiurare il drammatico impatto sociale dei licenziamenti, va ritirata questa misura con contestuale utilizzo per ulteriori sei mesi di cassa integrazione straordinaria, che dovrà essere autorizzata dal Ministero del Lavoro. Inoltre le organizzazioni sindacali chiedono di prevedere nel frattempo un esodo volontario ed incentivato insieme ad un processo di reindustrializzazione qualificante per i lavoratori da affrontare in un specifico incontro al Ministero dello Sviluppo Economico.

Richieste non accolte dall’azienda, che ha sostenuto nell’incontro come gli esuberi denunciati nell’avvio della procedura di licenziamento collettivo, fermo restando la concessione della proroga in deroga della cassa integrazione da parte del Ministero al Lavoro, possono trovare una concreta possibilità di gestione solo attraverso un programma di reimpiego forzato o ad un esodo volontario.

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I sindacati hanno quindi respinto l’impostazione aziendale e hanno indetto un’assemblea per mercoledì 11 settembre in cui si deciderà insieme ai lavoratori le iniziative da intraprendere.

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