Siemens: protesta dipendenti presenza Ordine (?) Pubblico

Marcianise - "Continua la protesta dei lavoratori dello stabilimento Nokia Siemens a Marcianise in seguito alla cessione degli stabilimenti presenti in Italia alla Jabil, società proprietaria di altri due stabilimenti tuttora in crisi e, per i...

"Continua la protesta dei lavoratori dello stabilimento Nokia Siemens a Marcianise in seguito alla cessione degli stabilimenti presenti in Italia alla Jabil, società proprietaria di altri due stabilimenti tuttora in crisi e, per i quali, sta adottando la cassa integrazione.Siamo ormai giunti al quarto giorno di presidio dei cancelli e i lavoratori non intendono arrendersi finche i dirigenti aziendali non sottoscriveranno accordi di garanzia sulla continuità e modalità lavorativa.Si è giunti a questa situazione dopo che il Governo (nella figura del Ministero dello Sviluppo Economico) e i sindacati nazionali hanno tentato, in prima istanza, di far recedere la NSN dalla sua decisione di dismettere le attività produttive in Italia vendendo gli stabilimenti di Marcianise (CE) e di Cassina de' Pecchi (MI).Vista la determinazione della NSN nei suoi intenti, nonostante sembra che abbia mostrato dei vaghi spiragli di trattativa subito smentiti, si è provato a suggerire di lasciare la sua presenza nella nuova azienda partecipando alla società costituente con una concreta percentuale. Anche quest'ultimo tentativo è fallito. Il tutto, a parere di alcuni dipendenti, è sembrato essere solo un gioco di ruoli in quanto le aziende erano ancora in attesa della scadenza dell' Antitrust; il giorno successivo alla scadenza (18 ottobre) le aziende hanno siglato l'accordo di cessione.
I lavoratori hanno appreso tale notizia tramite un comunicato affisso nella bacheca aziendale. Quest'ultimo non dava nessuna informazione sugli accordi intercorsi, né tantomeno la NSN ha provveduto ad indire un'assemblea informativa per sollevare i dipendenti da dubbi o riflessioni che ricorrono in questi casi.
A questo punto i lavoratori hanno cominciato a riflettere sulle eventuali conseguenze di questa cessione sul loro lavoro e sui trattamenti economici. La stessa mancanza di informazioni, sia da parte dell'azienda sia da parte dei sindacati, ha portato i lavoratori a far valere i propri diritti organizzando forme di protesta in modo autonomo tanto da arrivare alla situazione odierna..La tensione è andata crescendo di giorno in giorno considerando anche la presenza di alcuni lavoratori che non erano concordi all'unanimità della protesta. Il numero di questi ultimi è andato diminuendo di giorno in giorno in quanto le persone hanno preso, man mano , coscienza della gravità della situazione. Il culmine è stato raggiunto questa mattina quando due lavoratrici hanno tentato di forzare il blocco facendo fede anche nella presenza di un loro conoscente, qualificatosi come appartenente alla Guardia di Finanza che, in abiti civili, con arma d'ordinanza non bene occultata e fuori sede di servizio, intimava ai manifestanti di non persistere nell'ostacolare l'ingresso in azienda delle due lavoratrici; il tutto solo per motivi personali in quanto la sua azione era volta solo alla difesa delle sue conoscenti, non curandosi della presenza di una pattuglia di Polizia inviata per controllare l'ordine pubblico."

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