ENERGIA e AMBIENTE: per Federutility 'finanziaria contraddittoria'

(Roma) “I tetti massimi all’anidride carbonica, le politiche a favore delle energie rinnovabili sono sacrosante ed è importante che il nostro Paese le sottoscriva. Ma le misure della Legge Finanziaria sono contraddittorie. Si penalizza il...

(Roma) “I tetti massimi all’anidride carbonica, le politiche a favore delle energie rinnovabili sono sacrosante ed è importante che il nostro Paese le sottoscriva. Ma le misure della Legge Finanziaria sono contraddittorie. Si penalizza il teleriscaldamento e la produzione di energia da rifiuti, senza però proporre alternative” Ad affermarlo di Mauro D’Ascenzi, presidente aggiunto di Federutility, la federazione che riunisce le oltre 550 aziende dei settori idrico ed energetico. “Le misure in Finanziaria sono penalizzanti, soprattutto per l’ambiente. Togliere gli incentivi per il teleriscaldamento significa moltiplicare le caldaiette domestiche con un notevole impatto di CO2. Non considerare i rifiuti tra le forme di combustibile da promuovere, significa ricorrere ai combustibili tradizionali e quindi – a parità di produzione di gas inquinanti – non aver smaltito quantità di rifiuti che dovranno andare in discarica, con ulteriore impatto ambientale”.La Federutility si dichiara quindi favorevole a tutte le politiche intraprese dal Governo a favore delle energie meno inquinanti, ma chiede che in attesa di nuove soluzioni non siano penalizzate quelle finora esistenti: “abbiamo chiesto alle nostre aziende - continua D’Ascenzi - di calcolare rapidamente due aspetti: l’impatto in CO2 del minor ricorso al teleriscaldamento e l’impatto energetico dell’esclusione dei rifiuti dai combustibili. I risultati saranno importanti anche in relazione alla domanda e offerta di energia ed alle politiche di liberalizzazione”. A proposito della liberalizzazione energetica e dei richiami UE sugli ex-monopoli che saranno nei prossimi giorni anche al centro dell’incontro di Caserta, D’Ascenzi conclude: “finalmente si comincia a guardare la luna invece del dito. Ci si accorge che i veri limiti alla concorrenza non sono nelle reti locali di distribuzione ”.

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