Al MEG fa bella mostra se semplice tappo conserva

Solopaca - Al MEG (Museo Eno Gastronomico) in Solopaca, tra le centinaia di etichette antiche, dedicate al cibo degli ultimi 200 anni, fa bella mostra di se un semplice tappo di un barattolo per conserva; custodito come un gioiello in un astuccio...

Al MEG (Museo Eno Gastronomico) in Solopaca, tra le centinaia di etichette antiche, dedicate al cibo degli ultimi 200 anni, fa bella mostra di se un semplice tappo di un barattolo per conserva; custodito come un gioiello in un astuccio di velluto blu. Il tappo porta un nome e una data: "CIRIO 1914".
Dopo alcune ricerche si è appurato che nel 1914 questi tappi erano consegnati ai clienti fedeli alla Cirio, un gadget che si acquisiva dimostrando la fedeltà al prodotto con una raccolta di punti, un po' come capita oggi con i famosi bollini ai distributori di benzina. La Cirio consegnava anche penne, orologi e altri simpatici premi. Dietro al tappo di barattolo c'è anche una storia sconosciuta a molti. Una sorpresa per molti lettori sarà apprendere che la Cirio, sia nata non ai piedi del Vesuvio, vicino alle coltivazioni dei pomodori San Marzano, ma in Piemonte, per merito di un piemontese: Francesco Cirio. Il 24 dicembre del 1836 nasceva a Nizza Monferrato, in provincia di Asti, l'uomo delle conserve alimentari, il fondatore del marchio Cirio, da una famiglia umile per diventare successivamente uno degli industriali più famosi d'Italia. All'età di tre anni Francesco dovette trasferirsi con la famiglia nel vicino paese di Fontanile per motivi di lavoro. Il padre aprì un negozio di pasta e pane. La sua era una delle tante piccole attività tipiche di questi paesi poveri, dove ci si nutriva di pane, lavoro e stenti e dove ognuno campava cercando di garantire un piatto di minestra alla propria famiglia. Nonostante il duro lavoro del padre Cirio, le condizioni della famiglia, allargatasi sempre di più, peggioravano sensibilmente. Nel 1850 Francesco Cirio decise di trasferirsi a Torino. Era un semplice ragazzo più intraprendente degli altri suoi coetanei, un giovane povero semianalfabeta, giunto a Torino per fare il venditore ambulante di verdure. Dopo qualche anno dall'inizio dell'attività nel capoluogo piemontese scoprì il fenomeno chimico dell'"appertizzazione", la scoperta del sistema di "appertizzazione" fu fatta da Nicolas Appert, un pasticciere francese nato nel 1750 e morto nel 1841, questa scoperta, legata alla sterilizzazione con il vapore acqueo dei contenitori e alla cottura dei cibi per la loro conservazione, valse al buon pasticciere un premio da parte dell'Imperatore Napoleone Bonaparte che, con il sistema della conservazione dei cibi, riuscì a rifocillare, senza perdite di tempo e lunghe soste, il suo esercito rendendolo più efficace. Con l'appertizzazione si poterono conservare, anche per moltissimo tempo, verdure e frutta (piselli, pomodori, funghi, carciofi, asparagi, pesche e pere).Il giovane Cirio, successivamente,affittò in via Borgo Dora a Torino un locale per attuare la brillante e innovativa intuizione. Il laboratorio, in breve tempo, diventò una vera e propria industria, la Cirio cominciò ad esportare i suoi prodotti nel Regno Unito e in Francia, diventando in poco tempo uno dei maggiori "patners" commerciali delle due nazioni europee. Da piccola azienda con pochi dipendenti, si arrivò a dare lavoro a più di 200 persone. Nel 1885 nacque la Società anonima di esportazione agricola Cirio che aprì succursali a Castellamare di Stabia, Milano, Berlino, Bruxelles, Londra, Parigi e Vienna.
Francesco Cirio morì a Roma il 9 gennaio 1900, lasciando una delle più grandi e prestigiose aziende agro-alimentari d'Europa. Il controllo dell'azienda fu assunto dalla famiglia Signorini, imparentata con quella del fondatore e già presente nella società, che nel tempo manterrà sino alla fine degli '60. Pochi giorni dopo la morte dell'imprenditore, la sede della società fu trasferita da Torino a San Giovanni a Teduccio, alle porte di Napoli, dove è rimasta fino alla fine degli anni '80. Una vita eccezionalmente attiva quella del giovane contadino piemontese. Sulla lapide che Torino gli ha dedicato a Porta Palazzo si legge il seguente epitaffio:"Con una fede iniziatrice, un'ardimentosa energia che, fra gioie e dolori, suscitò gloriose fortune per gli agricoltori italiani insegnando nuovi commerci, nuove vie e nuovi mercati". Oltre al tappo del barattolo Cirio risalente al 1914, al MEG di Solopaca, ci sono altri interessanti "gadgets" della industria fondata dal giovane Francesco Cirio.

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