Un viaggio nei meandri nascosti dei centri commerciali: "Condizioneranno la vita dei bambini"

Salvatore Minieri ha presentato il suo ultimo libro 'Venga il tuo regno' da 'Spartaco'

Salvatore Minieri ha presentato il suo ultimo libro sui centri commerciali

"Ma voi lo sapete a chi date i soldi quando entrate in un centro commerciale in Provincia di Caserta? Campania, La Reggia, Jambo. Nomi facili, per un'utenza che non deve pensare, ma solo ricordare il nome, identificarsi con gli spazi del centro commerciale e per quanto possibile, far coincidere la propria vita con la sistemazione dei negozi all'interno delle gallerie". Il primo capitolo del saggio "Venga il tuo regno - la mutazione ai tempi dei centri commerciali" di Salvatore Minieri, è un input perché le assopite coscienze consumistiche consapevoli e non, dei cittadini italiani si smuovano. 

Presentato presso la libreria Spartaco di Santa Maria Capua Vetere per il ciclo 'Scrittori in carne ed ossa' il talentuoso giornalista casertano ha ammaliato il pubblico presente in libreria intavolando un incisorio dibattito moderato da Giovanni Pezzullo, responsabile della casa Editrice Italia. Nel saggio, con ironia dissacrante e puntuale narrazione, emergono i segreti della grande distribuzione del Sud Italia e della manipolazione dei consumatori. Quanto i cittadini siano un popolo di consumisti, l'autore afferma: "Credo che i meccanismi del consumismo stiano arrivando in maniera molto più pervasiva perché ci sono grosse cordate di imprenditori che nel Sud Italia prendono piede un pò dappertutto. Questo a detrimento dei centri urbani, delle aggregazioni culturali e di tutto ciò che è la vita civile che purtroppo viene devastata dai centri commerciali".

Sulla consapevolezza del rinchiudersi in questi "non luoghi" come li definiva Marc Augé, Minieri spiega: "Io credo che il cittadino sia un consapevole pigro, sa benissimo che stanno morendo le città, il commercio, la cultura, il senso civico, il cosiddetto senso di Agorà. Ma questo fa piacere perché è più comodo vivere negli spazi gestiti nei centri commerciali".

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Veri e propri santuari dove le masse, come in pellegrinaggio, fanno visita quotidianamente alla ricerca dell'istantaneità, dove la loro ricerca fame tra gli scaffali é subito soddisfatta dall'offerta imperdibile. Poco conta che gli scenari criminali hanno fatto da preludio alla nascita degli enormi centri commerciali campani. Inchieste fedelmente riportate all'interno del saggio di Minieri come le dichiarazioni rese dal collaboratore di giustizia Carmine Alfieri riguardo "i fusti di liquami industriali provenienti dalla Germania interrati nelle campagne di Boscofangone a due passi da Nola dove è sorto il centro commerciale 'Vulcano Buono'" oppure il giro di tangenti intorno al "Centro Campania" di Marcianise che "per ammissione di Bruno Buttone, altro collaboratore di giustizia, ha fatto gola a molti clan". 

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Nonostante il marcio venga a galla il popolo del consumismo continua a riempire gli affollati piani dei centri. Storcendo il naso forse ma attratti immancabilmente dai saldi, dall'acquisto indispensabile per l'approvazione collettiva o per colmare un vuoto dato dai pochi valori falsati ai tempi di tweet o post sui social. "Controllare, vigilare, non abbandonare i luoghi pubblici che stanno veramente morendo - afferma Minieri - magari non chiudendo i bambini in questi centri commerciali, soprattutto nei fine settimana. Questo è un problema soprattutto in previsione della loro crescita. Noi avremmo una generazione cresciuta seppur non completamente ma prevalentemente nei centri commerciali. Non é rassicurante per la zona, per tutto il Sud Italia o per l'Italia in generale che ha un patrimonio culturale straordinario che non vediamo". Un messaggio contenuto nel saggio che apre ad una presa di coscienza di se stessi, dell'esigenza di colmare vuoti emotivi chiudendo gli occhi sulla realtà che ci circonda affinché forse in quello specchio opaco delle vetrate dei centri commerciali si possa riflettere l'altro lato delle cose: quello delle cose perdute e forse ritrovate.

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