La forza delle donne parte dal coraggio: "Non dobbiamo darci per vinte"

Al Garibaldi l'incontro dedicato al gentil sesso

Il ruolo della donna nella società con tutto il suo universo accogliente e misterioso. Il Salone degli Specchi del Teatro Garibaldi di Santa Maria Capua Vetere è stata la cornice perfetta per il convegno 'Donna, democrazia e partecipazione sociale' con il Patrocinio del Comune di Santa Maria Capua Vetere e l'organizzazione del CIF di Santa Maria Capua Vetere. 

L’evento rientra nel filone “La Forza Delle Donne” promosso dall’amministrazione comunale guidata dal sindaco Antonio Mirra.  L'introduzione della presidente comunale del CIF Orsola Boverizi Salamiti ha toccato l'aspetto più intimista della figura femminile ricordando che “la donna è nata dalla costola dell'uomo per stargli accanto, né per stare sopra né per sotto. La donna non può essere celebrata senza l'uomo ma deve ricordare di vivere per se stessa riscoprendo la sua dimensione senza entrare in conflitto con l'uomo". 

Ebbene la centralità della donna senza eccessi di misura è punto focale dell'intervento della professoressa Agnese Di Nardo: “La donna e l'uomo sono due facce della stessa medaglia. La scuola deve farsi carico di insegnare già ai più piccoli il rispetto per  le persone ancor prima della differenza tra uomo e donna. Oggi per quello che vedo nell’ambito scolastico la donna ha più consapevolezza di se stessa segno di un’epoca che sta mutando". 

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Rosaria Perreca, volontaria nella Croce Rossa, ha raccontato la sua esperienza come figlia di immigrata italiana nella Germania degli anni '70 dove il peso della diversità ha lasciato indelebili segni nell'anima: ”Ero una bambina quando mi trovavo in Germania ed ero considerata diversa e spesso passavo l'ora della ricreazione da sola perché nessun bambino voleva dividere il suo tempo con me. Anche quando mi trasferii in Italia non riuscii ad integrarmi fino a quando non incontrai delle donne che mi aiutarono nel mio percorso umano e culturale. Questo mi ha fatto capire l'importanza della solidarietà tra donne: esseri accoglienti, generose per natura. Dentro ogni donna c'è la forza per rifiorire e la caratteristica della resilienza ha un connotato tutto femminile". 

L’avvocato Clementina Rauccio ha puntato l'accento sul significato della partecipazione sociale dove "partecipazione è uguale all'evoluzione e se la donna ha un ruolo oggi nella società vuol dire che un'evoluzione si è verificata. Ma non è stato e non è semplice per le donne avere uno spazio. Ci sono ancora episodi discriminatori e di violenza e dove è maggiore la discriminazione minore è la partecipazione. Io da legale assisto alla fase patologica della famiglia e noto l'estremo gesto del sopportare delle donne che spesso però non porta ai risultati sperati. Per cultura le donne sono portate alla sopportazione, un ruolo atavico forse che si rompe col coraggio: di dire basta, di andar via o semplicemente di scegliere di aver voce". 

L’assessore alle Politiche sociali Rosida Baia con l'intervento finale ha riportato l'attenzione sulla forza delle donne: “Essere donna è un avventura affascinante, non semplice fatta di coraggio, convinzione e lotta come quello delle operaie newyorkesi morte nella fabbrica dove lavoravano perché ebbero il coraggio di alzare la testa, di gridare il loro disagio, di voler cambiare le cose a costo della vita. Occupandomi delle politiche sociali vedo molte donne che con grande umiltà chiedono aiuto senza darsi per vinte. Ogni giorno portano avanti la loro battaglia silenziosa con dignità”.

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