Summit tra boss e sindaco, gli affari del sottosegretario e le nuove accuse: Schiavone è un fiume in piena

Il figlio di Sandokan racconta dei rapporti tra Griffo e Zagaria e spunta un nuovo imprenditore nelle propalazioni del rampollo

Il sindaco Michele Griffo era legato al boss Michele Zagaria. Un rapporto che non si limitava al solo favoreggiamento esterno ma in una vera e propria partecipazione alle attività del clan guidato da Capastorta. Circostanze riferite in aula da Nicola Schiavone e che hanno portato il pm della Dda Maurizio Giordano ad annunciare il cambio dell'imputazione per l'ex sindaco di Trentola Ducenta da concorso esterno in associazione mafiosa. 

I RAPPORTI DEL SINDACO COL BOSS

"Griffo aveva un rapporto di consolidato di amicizia con Michele Zagaria" ha detto il figlio di Sandokan in aula nel corso dell'udienza del processo Jambo svoltasi al tribunale di Santa Maria Capua Vetere dinanzi al collegio presieduto dal giudice Roberto Donatiello. E Trentola Ducenta era uno dei territori che rientravano nella competenza criminale proprio del boss di Casapesenna.

Schiavone lo sapeva bene e per evitare un'invasione di campo "in una circostanza ho chiesto a Zagaria di intervenire con Griffo per far inserire nel piano regolatore la modifica di un cambio di destinazione d'uso di un imprenditore mio amico da agricolo ad edificabile". Schiavone, rintuzzato dall'avvocato Carlo De Stavola, ha fatto anche il nome dell'imprenditore, fino ad oggi rimasto "omissato" nei verbali, a cui faceva riferimento: "Alfonso De Magistris (non imparentato col sindaco di Napoli nda) ma poi la cosa rimase sospesa".

LA VICENDA DELLA FARMACIA A TRENTOLA

Comunque sia dei rapporti tra Griffo e Zagaria, Schiavone venne a conoscenza da Nicola Pirozzi (avversario politico proprio di Griffo) e Giacomo Capoluongo, che era passato dalle fila di Zagaria a quelle di Schiavone e sposato con Luisa Guarino di Trentola Ducenta. Fu proprio Capoluongo a "creare una serie di contatti a Trentola Ducenta per Zagaria", ha spiegato Schiavone. Poi i rapporti tra i due si ruppero perché "Capoluongo chiedeva a Zagaria di intercedere con Griffo per far aprire alla moglie una farmacia a Trentola Ducenta", cosa che non avvenne. E per questo Capoluongo passò nelle fila del clan Schiavone in quanto "fu uno dei suoi appoggi durante la latitanza".

Ma la questione della farmacia non gli andò giù al punto da pensare di voler uccidere Griffo per lo sgarbo ma per Schiavone si trattava "solo di sfoghi". 

GLI INCONTRI DEL SINDACO CON I CAPI DEL CLAN

Ma Griffo, secondo il racconto del collaboratore di giustizia, avrebbe incontrato i vertici del clan. Sia lo stesso Schiavone che incontrò "in diverse circostanze con Nicola e Sebastiano Ferraro" sia Zagaria, sempre secondo informazioni apprese 'de relato' da Capoluongo e Pirozzi: "Zagaria e Griffo si sono incontrati di persona", ha riferito.

I RAPPORTI CON COSENTINO

Per Schiavone l'ex sindaco Griffo era "l'anello di congiunzione tra Michele Zagaria e Nicola Cosentino". E questo rapporto fu anche alla base di uno screzio per i lavori da effettuare alla Centrale Elettrica di Sparanise, zona controllata dagli Schiavone. "Zagaria voleva parlare con le imprese perché diceva che in passato c'era stata l'intercessione di Nicola o' Mericano (Cosentino nda) e Griffo per l'acquisizione dei terreni. E per questo i lavori dovevano essere effettuate da imprese vicine al centrodestra". 

Ma Schiavone ha parlato anche delle elezioni provinciali vinte da Sandro De Franciscis proprio contro Cosentino. "Il clan appoggiò tutti e due i candidati per non fare un torto nè a Cosentino né a Nicola Ferraro che rappresentava l'Udeur candidata col centrosinistra. Solo i Russo restarono fedeli a Cosentino. A livello di voti il clan non perdeva mai".

L'ELEZIONE DELL'AVVERSARIO

Ma nel 2007 accadde l'imprevedibile, Le elezioni a Trentola Ducenta furono vinte da Nicola Pagano (anch'egli a processo) che si candidò proprio contro Michele Griffo. "Pagano si fece accompagnare a casa mia in via Colombo a Casal di Principe da Sebastiano Ferraro il politico temendo ritorsioni da parte di Zagaria. Era successo che alcuni imprenditori avevano appoggiato Pagano e venne eletto un sindaco che non era appoggiato direttamente dal clan come accadde anche a Casapesenna per Gianni Zara. Poi Pagano cadde". 

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