Zagaria: "Il sindaco mi chiese due favori e glieli ho fatti"

Il boss in aula: "E' un processo politico ed è pericoloso, non sarò più presente"

Il boss Michele Zagaria ha parlato in collegamento dal carcere di Opera

"Zara lo conosco bene e lui conosce me. Mi ha chiesto due cortesie personali e gliele ho fatte tutte e due. Questa è la verità e non quanto affermato da un testimone alla scorsa udienza". Così il boss Michele Zagaria in videocollegamento dal carcere di opera nel processo che lo vede alla sbarra insieme all'ex sindaco di Casapesenna Fortunato Zagaria per le minacce a Giovanni Zara, primo cittadino proprio dopo Zagaria.

Il boss dei Casalesi ha parlato nuovamente in aula, dinanzi al collegio presieduto dal giudice Maria Chiara Francica, per annunciare di non voler partecipare più alle udienze del processo in corso al Tribunale di Santa Maria Capua Vetere. "Con tutta l'educazione mi sono stancato di venire a questo processo - ha detto Michele Zagaria - Perchè le mie parole vengono sempre strumentalizzate. Questo è un processo politico ed io non ho fatto niente. Mi chiedo: ma io che vengo a fare? Chiedo anche al mio avvocato (Angelo Raucci oggi regolarmente al suo posto in aula dopo la revoca in un altro procedimento nda) di non presentarsi più. E' un processo politico ed è pericoloso e le mie parole vengono sempre strumentalizzate".

Poi Zagaria ha fatto un passaggio su un testimone di una precedente udienza "che non conosco e non voglio conoscere", ha riferito ai magistrati. Teste che avrebbe parlato dei suoi rapporti con la parte civile Giovanni Zara parlando di rapporti di gioventù, che si sono poi interrotti perché "lui studiava ed io andavo a lavorare la terra". Va specificato che tra i due ci sono 17 anni di differenza. "Zara lo conosco bene e lui conosce me - ha spiegato il boss - Mi ha chiesto due cortesie personali e gliele ho fatte tutte e due ed eravamo già grandi". 

Il boss ha poi parlato della questione al centro del processo. "Questo processo è stato creato da Zara - ha proseguito Zagaria - Fortunato Zagaria ha usato il mio nome ed ha fatto una stupidaggine ma Zagaria (Fortunato nda) è una persona seria, lo conosco bene in quanto abitava di fronte a me, mentre Zara mi sta dando fastidio. Io credo ancora nella giustizia ed anche Zara da avvocato dovrebbe crederci più di me. Ma lui non è indenne ed io non voglio sentire più menzogne, per questo non parteciperò più a questo processo". 

Al termine della dichiarazione spontanea di Michele Zagaria il pubblico ministero della Dda Landolfi ha disposto la trasmissione degli atti alla Procura antimafia mentre il legale Sergio Tessitore (in sostituzione di Domenico Cesaro), difensore della parte civile Zara, ha fatto acquisire un esposto, protocollato in Procura nel 2015, in cui venivano denunciate le medesime affermazioni fatte da "Capastorta" in un processo in cui Zara, da avvocato, rappresentava imprenditori vittime della camorra. 

Nel corso dell'udienza di oggi sono stati escussi alcuni testimoni della difesa tra cui l'ad del Consorzio Agrorinasce Giovanni Allucci che ha parlato dei beni confiscati ed acquisiti durante la sindacatura di Fortunato Zagaria. Il processo è stato rinviato all'inizio di marzo.

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