Costretta a fare sesso con l'amico, il pg: condannate l'imputato

Processo in Appello: i due vivevano nella stessa casa

E’ stato discusso questa mattina in Corte d’Appello il ricorso presentato da Michele P, 58 ani di Casapulla, che in primo grado era stato condannato a cinque anni di carcere e lesioni ai danni di un’amica che viveva con lui nella stessa casa. Il procuratore generale questa mattina ha chiesto la condanna della pena per l’uomo contro il quale pende un’accusa gravissima: secondo le indagini che furono fatte dopo la denuncia della donna nel 2013, che hanno trovato conferma nella sentenza di primo grado (che pure ha verificat l'esistenza di una semi infermità mentale), l’uomo violentò l’amica, sfilandole con forza le mutandine e costringendola a fare sesso con lui. Ipotesi, questa, che è stata confutata dall’avvocato difensore dell’imputato, Dario Pepe, che questa mattina in Appello ha chiesto l’assoluzione per il suo assistito, dopo aver avanzato la richiesta di una nuova perizia per verificare la capacità di stare in giudizio dell'imputato.

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