Le violenze di don Barone: il racconto shock della vittima

Ascoltato in aula lo psichiatra che ha ascoltato la 14enne: "Trauma per esorcismi brutali e presunti abusi sessuali"

Non ricorda quasi nulla del suo passato, dei suoi compagni di scuola, del suo cagnolino o della casa in cui ha vissuto per 13 anni a Maddaloni. E questo per il trauma causato dalle violenze e dalle umliazioni cui la sottoponeva don Michele Barone. Questa la conclusione a cui è giunto lo psichiatra Raffaele Sperandeo ascoltato stamattina nel corso del processo che vede alla sbarra con il prete del Tempio di Casapesenna, accusato di maltrattamenti e lesioni nei confronti di una 14enne e di violenza sessuale nei confronti di altre due fedeli, anche il dirigente del commissariato maddalonese Luigi Schettino ed i genitori della ragazzina. 

Sperandeo, ascoltato per circa 4 ore dinanzi al collegio presieduto dal giudice Maria Francica, ha ripercorso la vicenda partendo dai disagi pregressi della ragazzina. L'adolescente, infatti, avrebbe sviluppato una sintomatologia di "conversione isterica" a causa di una situazione familiare conflittuale. Sin dall'infanzia avrebbe avuto problemi alimentari ma è stato nel 2016 che ha iniziato a soffrire di una psicopatologia che le ha provocato difficoltà motorie, con le gambe che si paralizzavano e si bloccavano. Circostanze per cui era seguita da una psichiatra e da una psicoterapeuta fino all'incontro con don Michele Barone quando ogni tipo di cura fu sospesa in quanto a creare il malessere alla ragazzina era "il demonio".

Così iniziarono le sedute di preghiera, gli esorcismi, violenti e brutali. Pratiche di cui la ragazza, però, non ha ricordi, come se avesse rimosso per un'amnesia dissociativa legata ad un trauma. Ad avviso del professionista quel trauma sarebbe da collegare sia alle violenze subite nel corso delle "preghiere di guarigione" ma anche ad un altro episodio di cui la piccola ha parlato.

La ragazzina ricorda che di aver dormito nel letto con don Michele e la sua segretaria. Durante la notte il sacerdote l'avrebbe molestata sessualmente, strusciandosi contro di lei anche se non rammenta ci sia stata "penetrazione". Ricorda anche che dopo aver finito don Michele si recò in bagno per lavarsi e che la mattina successiva ha sentito il sacerdote "chiedere scusa alla sua segretaria e lo ha visto che la baciava". Un caso non isolato, nei ricordi della 14enne, perché altre notti ha dormito con don Michele, o almeno così ha sentito dalla madre. La cosa che rammenta è che quando ciò avveniva "lei si svegliava spossata, immemore di quello che era successo la notte, con la vagina gonfia e talvolta insanguinata". 

Con l'escussione del professionista si è esaurita la lista dei testimoni della Procura con il processo che è stato rinviato a metà aprile per ascoltare i testi chiamati dalle difese. Nel collegio difensivo sono impegnati gli avvocati Carlo De Stavola, Giuseppe Stellato, Camillo Irace e Maurizio Zuccaro. Le due ragazze che avrebbero subito violenza sessuale dal prete si sono costitutite parte civile al processo con gli avvocati Rossella Calabritto e Luigi Mordacchini. 

In Evidenza

Potrebbe interessarti

I più letti della settimana

  • Le auto di lusso del "signore della cocaina" nascoste in un garage casertano

  • La Dea Bendata bacia Caserta con una quaterna da 124mila euro

  • Scuole chiuse in provincia di Caserta: ecco i sindaci che hanno già firmato

  • Benzina 'truccata', la finanza sequestra distributore di carburante

  • “Un Mose anche per Caserta”. La foto che fa il giro del web

  • Il convento delle suore finite sotto indagine diventa proprietà del Comune

Torna su
CasertaNews è in caricamento