Spacciatori in stile ‘Gomorra’, telecamere a presidiare il covo

Il sistema di protezione pensato dal ‘boss’ Fargnoli per proteggere il suo appartamento

Il capo del gruppo di spacciatori Fargnoli aveva un covo videosorvegliato

Un sistema di protezione degno dei boss della serie ‘Gomorra’, figure a cui del resto si ispirava il capo della banda di spacciatori. È quello trovato dai carabinieri a casa di Robert Fargnoli e Maria Assunta Di Chello, la coppia che capitanava il sodalizio criminale dedito allo spaccio ad Alife, sgominato nell’operazione che ha portato a 12 ordinanze di custodia cautelari.  

Proprio Fargnoli, che nelle intercettazioni minacciava i suoi clienti ricordando loro di essere “come Genny Savastano”, il boss della serie tv di Sky, aveva dotato la sua abitazione in una palazzina IACP di Alife di un sistema di videosorveglianza.

Gli arresti contro il gruppo di spacciatori 

La telecamera, come emerge dall’indagine, serviva per monitorare l’unica via di accesso all’abitazione, una precauzione che secondo il gip era un “elemento sintomatico del livello organizzativo raggiunto dal sodalizio”. L’abitazione dotata del sistema di videosorveglianza era inoltre distante solo 200 metri dall’appartamento di Cristian Nardelli e Loredana Lombardi, dove veniva consegnato il crack e l’hashish da parte del fornitore del gruppo Raffaele Riccardo.

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