Allevatore vittima del gruppo di usurai, 7 condanne in Appello

L'imprenditore di Francolise ha pagato 70mila euro ai suoi aguzzini: era andato in crisi dopo il crack Parmalat

Sette condanne e una assoluzione in Appello nel processo ai danni di 8 persone accusate di usura ad un allevatore di Sant’Andrea del Pizzone, frazione del Comune di Francolise. La terza sezione partenopea, come rivela ‘Cronache di Caserta’, ha inflitto 3 anni di reclusione nei confronti di Giuseppe Zona e Italo Bartolomeo Ugo Zona, di Mondragone, due anni invece per Pietro Diana, di Cancello ed Arnone. Un anno e 6 mesi per Giovanni Messino, di Cancello ed Arnone, e Gennaro Cerullo, di Villa Literno. Due anni a testa anche per Costantino Scungio, di Castel Volturno, e Sergio Panariello, di Boscoreale. Assolto invece Alberto De Benedetti di Villa Literno.

Il gruppo, in tre tempi diversi, avrebbe portato avanti il piano usuraio per un importo complessivo di circa 70mila euro. Le indagini nacquero in maniera casuale nel dicembre 2008: a casa dell’imprenditore agricolo di Francolise, nel corso di una perquisizione, venne ritrovato un manoscritto nel quale raccontava di essere in difficoltà economica per il crack della Parmalat, e dello stato di difficoltà psicologica causato dall’essere costretto a prestiti usurai per ripagare i debiti con le banche, tanto da pensare al suicidio.

La Procura sequestrò il tutto avviando le indagini con intercettazioni telefoniche e ambientali, convocando l’imprenditore che aiutò in maniera decisiva le indagini identificando gli usurai.

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