Ditta trasporti della camorra: due condanne

La Cassazione conferma le pene per D'Angelo e Picone. Imponevano il consorzio per il trasporto ortofrutticolo

Imponevano i camion per il trasporto della frutta

Un vero e proprio cartello per la gestione del trasporto della frutta a Mondragone. Era quello messo in piedi dal clan La Torre e per il quale la Corte di Cassazione ha pronunciato la condanna per Pasquale D'Angelo, 66enne di Mondragone condannato a 8 anni di reclusione, e Antonio Picone, 43 anni di Mondragone, condannato a 3 anni e 6 mesi di reclusione.

I due erano accusati di illecita concorrenza con violenza o minaccia aggravata, solo per D'Angelo, dal metodo mafioso. I giudici della Suprema Corte hanno confermato la sentenza di condanna pronunciata dalla Corte d'Appello di Napoli che aveva messo in luce come D'Angelo e Picone, avvalendosi della forza di intimidazione proveniente dal sodalizio mafioso, attraverso condotte di avvicinamento e intimidazione, anche armata, a vettori estranei alla Agenzia di trasporti - e cioè al Consorzio che fungeva da intermediario nell'individuazione degli autotrasportatori che dovevano effettuare il viaggio, gestito fra gli altri da D'Angelo - avevano imposto di non presentarsi più a Mondragone, pena gravi rappresaglie, e ai commercianti ortofrutticoli mondragonesi di non utilizzare vettori esterni, compiendo così atti di concorrenza illecita che determinavano in loro favore (e quindi in favore della Agenzia che dirigevano) una situazione di monopolio mafioso nel settore imprenditoriale in esame.

In particolare, dal 2006 al 2010, avrebbero avvicinato ed intimidito autisti e "padroncini" a loro estranei, così escludendo dal mercato del trasporto su gomma dell'ortofrutta - sulle tratte da Mondragone verso il resto del territorio nazionale ed estero - tutte le ditte che non aderivano alla loro Agenzia che costituiva articolazione economica dell'organizzazione di tipo mafioso che da tale Agenzia traeva finanziamento per le proprie ulteriori attività e per i propri adepti; imponevano, sempre con la forza dell'intimidazione, ai commercianti locali di ortofrutta di servirsi - per i trasporti da Mondragone - solo dei servizi di autotrasporto offerti dalla Agenzia; imponevano unilateralmente ai commercianti di ortofrutta - che non potevano rivolgersi a vettori esterni che praticavano prezzi più competitivi, pena rappresaglie nei loro confronti — i prezzi di trasporto (normalmente fissati a 3 euro a bancale di ortofrutta); imponevano la stipula di contratti di esclusiva a trasportatori e commercianti.

La Cassazione ha rigettato il ricorso di D'Angelo e dichiarato l'inammissibilità di quello di Picone.

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