Minacce alla vittima di una sparatoria, colpo di scena in Cassazione

Era stato condannato per aver tentato di salvare i nipoti, ma i giudici annullano tutto

Era stato accusato e condannato per aver minacciato la vittima di una sparatoria a cambiare la propria versione dei fatti, ‘promettendo’ ritorsione nel caso non fosse avvenuto. Ma la storia giudiziaria di Ciro Campi, 58 anni, è stata stravolta dalla Corte di Cassazione che ha annullato la sentenza a suo carico. La vicenda nasce nel maggio 2010 quando i poliziotti arrivano a casa di Nicola Paolella a Caserta dove era segnalata una lite. Quest’ultimo afferma che Campi lo aveva minacciato per fargli cambiare versione dei fatti relativamente al tentato omicidio di cui era rimasto vittima che era stato ‘firmato’ dai nipoti del suo aggressore.

Per questo motivo ne nasce un’indagine ed il successivo processo che portano alla condanna di Campi in primo e secondo grado. Ma la Cassazione ha annullato la sentenza (senza rinvio) salvando l’imputato. Nei giorni scorsi sono state rese note le motivazioni dei giudici, che scrivono: “La Corte di appello di Napoli non ha fatto corretta applicazione dei principi indicati: al momento in cui la condotta di violenza e minaccia sarebbe stata posta in essere dal ricorrente, Paolella non solo non era stato "chiamato", in qualità di persona che aveva la facoltà di non rispondere, a rendere dichiarazioni davanti all'autorità giudiziaria, ma, in ragione del rito prescelto - un giudizio abbreviato c.d. secco- dagli imputati, cioè dai Martorano, la possibilità di rendere dette dichiarazioni era del tutto eventuale, ipotetica, slegata da elementi concreti. Ne deriva che la sentenza impugnata deve essere annullata senza rinvio perché il fatto non sussiste”.

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