Strage in discoteca, ragazzo rapinato mentre soccorreva i feriti

Il racconto shock della vittima: "Mentre tiravo un ragazzo per un braccio per aiutarlo a tirarsi su ho sentito che qualcuno mi stava strappando via la collanina d'oro"

Ugo Di Puorto

Non si erano fermati, nemmeno quando si era scatenato il panico in discoteca in seguito allo spruzzo nell'aria di spray al peperoncino. La banda, nonostante la tragedia, continuava a razziare collanine e monili anche ai ragazzi che stavano aiutando altri ad uscire dalla ressa. 

E' forse questo uno degli aspetti più inquietanti dell'ordinanza di custodia cautelare a carico di 6 persone, tra cui il 19enne sanciprianese Ugo Di Puorto, figlio del boss dei Casalesi Sigismondo, accusate di aver provocato una strage, con 6 morti e decine di feriti, alla Lanterna Azzurra di Corinaldo, durante un concerto di Sfera Ebbasta.

A raccontare di aver subito un furto mentre aiutava altri ragazzi a terra è stato un giovane che ha spiegato di aver "sentito un odore acre ed abbiamo subito avuto difficoltà a respirare e lacrimazioni agli occhi. Immediatamente siamo corsi subito verso l'uscita di emergenza laterale e i miei amici hanno subito avvertito la sicurezza, fortinatamente siamo riusciti ad arrivare all'esterno del locale incolumi". 

Poi prosegue: "Mentre aiutavo i ragazzi ammassati sulla scalinata appena fuori la discoteca, mentre tiravo un ragazzo per un braccio per aiutarlo a tirarsi su ho sentito che qualcuno mi stava tirando via la collanina d'oro che portavo al collo, l'azione è avvenuta in modo talmente veloce che mi sono accorto solo quanfo la collanina era stata portata via, mi sono girato ma non sono riuscito a vedere chi era stato". 

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Secondo la ricostruzione degli inquirenti a spruzzare la sostanza urticante sarebbe stato proprio Di Puorto. Ad incastrarlo sia una traccia di sudore lasciata sulla bomboletta spray sia le conversazioni intercettate tra i suoi complici che dicono chiaramente come sia stato Ugo a spruzzare. 

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