Minacce di morte ai vicini su Facebook: 7 condanne

La gang accusata di stalking tra raid incendiari e sassaiole

Le minacce di morte su Facebook

Stalking e minacce di morte sui social network ai danni dei vicini di casa. Si è concluso con 7 condanne e 3 assoluzioni il processo a carico di una gang di 10 persone, tutte di Caserta, accusate di atti persecutori nei confronti di una famiglia residente nello stesso rione, colpita anche con raid incendiari e sassaiole.

Il verdetto è stato pronunciato dal giudice Antonio Riccio del Tribunale di Santa Maria Capua Vetere che ha condannato Francesco Alberto Spaziante a 2 anni di reclusione; Virgilio Spaziante a 1 anno e 11 mesi; Maria Grazia Di Giacomo a 2 anni; Nicola Paolella a 1 anno e 7 mesi; Rocco Belardo a 2 anni; Vincenzo Carnevale a 3 mesi e 10 giorni; Agostino Vergone a 3 mesi. Assolti Francesco Amato, Francesco Farina e Domenica Spaziante

Secondo quanto ricostruito dalla Procura di Santa Maria Capua Vetere le vittime si sarebbero viste bruciare una motocicletta e devastare un'auto che venne ribaltata ma anche distruggere i vetri delle finestre di casa in seguito ad una vera e propria sassaiola. A ciò si aggiungevano le minacce di morte sia fatte di persona ma anche con post intimidatori attraverso Facebook, con i protagonisti che in una circostanza hanno postato una foto di loro armati di pistola con un post che lasciava poco spazio all'immaginazione: "la guerra è appena cominciata gli infami devono morire".

Condotte che avrebbero provocato uno stato di ansia nei componenti del nucleo familiare preso di mira al punto che all'apice della tensione condominiale, tra luglio ed ottobre del 2010, si trasferirono a casa di un parente pur di evitare di incontrare il branco. 

Fatti per cui il pubblico ministero aveva chiesto 4 anni di reclusione a testa per Francesco Alberto Spaziante, Virgilio Spaziante e Rocco Belardo; 4 anni e 2 mesi per Maria Grazia Di Giacomo; 1 anno di reclusione a testa per Francesco Farina ed Agostino Vergone; 10 mesi per Domenica Spaziante; 9 mesi a testa per Nicola Paolella e Vincenzo Carnevale; 9 mesi per Francesco Amato. 

Il giudice però ha accolto, nella maggior parte dei casi parzialmente mentre per i tre assolti completamente, le tesi del collegio difensivo composto dagli avvocati Rossella Calabritto, Nello Sgambato, Renato Jappelli, Alberto Martucci e Giuseppina Caporaso

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